Lunedì, 30 Novembre 2020
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Messina, il litorale di Maregrosso liberato dai rifiuti - Foto

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Un salto indietro di quasi 10 anni a Messina.

Tornano in mente le immagini dell'imponente operazione di risanamento avviata dall'allora Giunta Buzzanca, con l'assessore Pippo Isgrò in prima fila e con il supporto decisivo della Capitaneria di porto guidata da Nunzio Martello.

Era il 2010 - ricorda la Gazzetta del Sud in edicola - quando le ruspe entrarono in azione a Maregrosso. Caddero uno dopo l'altro fabbricati che occupavano il terreno demaniale, ovviamente senza alcuna autorizzazione, fu ripulita un'area grande quasi quanto tutto il quartiere fieristico.

Si andò avanti, pur tra enormi difficoltà, resistenze (e anche minacce) e carenza di risorse finanziarie, fino al 2012-2013. Poi, su quella porzione di litorale che, assieme alla Falce, costituisce il bene più prezioso di Messina, calò il silenzio politico-amministrativo, tutto tornò come prima, e le superfici sbaraccate ben presto divennero nuovamente discariche a cielo aperto.

Dopo 10 anni, di nuovo, sul luogo del “delitto”. E finalmente si respira la stessa aria dell'era Isgrò-Martello. L'operazione di smaltimento di tutti i materiali accumulatisi nel corso dei decenni e di tutti i rifiuti speciali (compreso quelli in amianto) si è conclusa. Il fronte a mare è stato liberato in gran parte, i varchi di accesso alle aree sono stati chiusi.

E ora si comincerà a mettere mano alla fase 2, la ripresa delle demolizioni dei capannoni e degli altri edifici fatiscenti del tutto incompatibili con i progetti di recupero del waterfront.

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