Venerdì, 02 Dicembre 2022
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Maltempo in Sicilia: Eolie non raggiungibili da giorni

Il forte vento da sud-sud-ovest ed il conseguente aumento del moto ondoso anche oggi tengono navi ed aliscafi che collegano le isole Eolie ormeggiati nel porto di Milazzo, con inevitabili disagi nelle scuole, negli uffici pubblici e nel rifornimento delle attività commerciali.
Con lo stop odierno ai collegamenti continua l’isolamento delle isole minori dell’arcipelago: Alicudi, Filicudi e il piccolo borgo di Ginostra non sono raggiungibili da oltre 60 ore.
Salina, Panarea e Stromboli da oltre 48. Le uniche isole che sono state raggiunte, ieri, da un mezzo sono state Vulcano e Lipari, grazie ad una corsa straordinaria della nave Laurana che, poi, ha fatto ritorno, direttamente, nella città del Capo.

Nelle isole minori condizioni di vita inaccettabili. Monta la rabbia di FederAlberghi

Monta la rabbia per i sempre più insostenibili disagi nelle piccole isole siciliane a seguito del mancato ripristino dei servizi di collegamento marittimo operati in convenzione statale attraverso il vettore SNS; una scelta di cui si ignorano le ragioni ma che certamente porterà a significative e pressanti nuove forme di protesta per l'inaccettabilità delle condizioni di vita delle isole minori, comunità territorialmente svantaggiate nei diversi ambiti del quotidiano e alle quali i governi nazionale e regionale non possono più esimersi dal rivolgere la dovuta attenzione, vista anche la recente modifica dell'art.119 della Costituzione.

La Regione Siciliana con comunicato dell’’11 novembre scorso aveva annunciato la ripresa dei servizi ma, dopo un primo segnale di rimessa in linea delle corse, questo è inspiegabilmente rientrato nell’arco di un paio di giorni, con il grande disappunto delle comunità locali e delle numerose associazioni (ben 38) che già lo scorso 14 novembre avevano fatto rilevare come ripristinare i servizi SNS solo fino all’aggiudicazione delle nuove gare regionali non sarebbe stato sufficiente a soddisfare le esigenze di mobilità delle comunità locali.

Adesso, con una nuova nota congiunta delle Associazioni, trasmessa sempre al Ministero, alla Regione Siciliana e ai rispettivi Dipartimenti infrastrutture e mobilità, le Associazioni nel reiterare le richieste evidenziando il permanere dei disagi, chiedono un incontro urgente col neoassessore regionale, Alessandro Aricò, così da “poter delineare il percorso più opportuno per raggiungere in tempi brevi gli obiettivi di servizio attesi e necessari a soddisfare le legittime esigenze delle comunità locali”.

Coldiretti: serre e uliveti devastati, semine a rischio

L’eccezionalità degli eventi atmosferici è ormai diventata la norma anche in Italia tanto che siamo di fronte ad una evidente tendenza alla tropicalizzazione che - evidenzia Coldiretti - si manifesta con una più elevata frequenza di eventi estremi con sfasamenti stagionali e territoriali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo, con sbalzi termici significativi. Con gli ultimi temporali - spiega Coldiretti - sono saliti a ben 146 eventi estremi lungo la Penisola nel mese di novembre con tornado, tempeste di vento, violenti temporali e bombe d’acqua che hanno colpito la Penisola dopo un lungo periodo di caldo anomalo e siccità. Una situazione che compromette le coltivazioni nei campi con perdite della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne. che superano già i 6 miliardi di euro dall’inizio dell’anno, pari al 10% della produzione nazionale». Per questo, secondo Coldiretti, «l'Italia deve difendere il proprio patrimonio agricolo e la propria disponibilità di terra fertile con un adeguato riconoscimento sociale, culturale ed economico del ruolo dell’attività nelle campagne: per evitare di dover costantemente rincorrere l’emergenza - conclude la nota - servono interventi strutturali che vanno dalla realizzazione di opere di contrasto al rischio idrogeologico, dalla sistemazione e pulizia straordinaria degli argini dei fiumi ai progetti di ingegneria naturalistica fino a un vero e proprio piano infrastrutturale per la creazione di invasi che raccolgano l’acqua piovana in eccesso da usare quando poi ce ne è bisogno».

Uliveti devastati con rami spezzati e chiome danneggiate, serre scoperchiate, allarme per le semine dei cereali e ortaggi e frutta a rischio dai carciofi al radicchio, dai cavolfiori alle verze, dalle insalate ai kiwi, dalle arance all’ultima uva da tavola. E’ quanto emerge dal monitoraggio della Coldiretti in riferimento all’ultima ondata di maltempo sul centro-sud dalla Calabria al Lazio, dalla Campania alla Puglia fino alla Sicilia, con bombe d’acqua e tornado a macchia di leopardo sull'Italia per l’arrivo del ciclone Poppea. «Una situazione meteo estrema - afferma Coldiretti in una nota - che rischia di compromettere le semine autunnali di grano e orzo in un momento storico in cui il Paese ha bisogno di sfruttare tutto il proprio potenziale produttivo per difendere la sovranità alimentare nazionale dagli effetti speculativi della guerra in Ucraina e da quelli dei cambiamenti climatici in Italia e nel resto del mondo».

 

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