Mercoledì, 16 Ottobre 2019
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Donazione degli organi, uno spettacolo nel Catanese per riflettere: tutte le foto

Irresistibile, divertente, trascinante, interessante lavoro quello presentato al teatro Rex di Giarre dall’affiatatissima Compagnia dell’Associazione “Insieme a teatro”, da 40 anni sulle scene dell’ hinterland jonico- etneo.

Premiata pasticceria Bellavista” è il titolo della commedia, diretta da Francesca Le Mura Carbonaro, con le scenografie Calcina. Il titolo deriva dalla pasticceria napoletana dove si svolge l'azione, gestita da Ermanno (titolare della pasticceria) interpretato da Ciccio Bongiovanni con tutti i caratteri disegnati dall’autore della commedia Vincenzo Salemme. Con Ermanno, Giuditta Bellavista (sorella del titolare) caratterizzata perfettamente da Eugenia Maccarone. Entrambi eredi di un terribile diabete familiare. La madre è inferma a letto, nel piano sovrastante il negozio; si chiama Assunta ed è una donna tirannica e possessiva soprattutto nei riguardi del figlio. Di lei si sente solo la voce rauca, talvolta, ma anche stridente e prepotente, di Rosalia Bontempo, amplificata da due altoparlanti posti sul soffitto della pasticceria. Giuditta è sedotta da Aldo, simpatico, subdolo, donnaiolo e affarista(sulla scena molto ben interpretato da Paolo Conti).

La commedia tratta con leggerezza lo scottante tema del trapianto degli occhi, il caso di Ermanno, ridotto altrimenti alla cecità dal diabete.

L'operazione riesce perfettamente ma, dopo tre mesi, si presentano tre barboni: un cieco, Carmine, interpretato da un grandissimo Melo Ingegnosi e dai suoi amici: uno smemorato, detto Memoria (un Tony Spina letteralmente trascinante) e una ex ballerina ormai appesantita e svampita, Gelsomina, interpretata con maestria da Francesca Le Mura Carbonaro, che è anche regista dell’ottimo lavoro.

Il cast viene completato dalla convincente interpretazione di Enza Leonardi, in scena Romina, l’eterna e insoddisfatta fidanzata di Ermanno e di Giulia Sorbello, la giovanissima e belloccia lavorante della pasticceria, anch’essa sedotta e ingravidata da Aldo.

Commedia di vaghe ascendenze eduardiane (con cui Salemme ha recitato ai primordi) che gioca molto sui tempi comici (e a volte sul grottesco) degli attori, ma conserva un retrogusto amaro e un finale col botto.
Notevoli le interpretazioni di tutti, rilevano Ingegnosi e Spina.

La commedia produce momenti irresistibili ma anche riflessioni inevitabili.

Non c’era scelta migliore per aprire il cartellone della nuova stagione.

Un vero e proprio caos organizzato che dà vita a battute e situazioni in cui è impossibile trattenersi dal ridere. Tutti danno il meglio e la commedia scivola via piacevolmente, pure se con un pretesto di trama minimo. Buono davvero l'apporto delle quattro interpreti femminili e il finale a sorpresa.

A commedia finita, salutata con lunghissimi applausi è seguito un breve momento di riflessione sul tema delle donazioni, mediante l’intervento di due ospiti d’eccezione: il chirurgo, Giuseppe Scalia aiuto del reparto di Oculistica dell’ospedale di Acireale, diretto dal prof. Sciacca, dove da anni si effettuano anche trapianti di cornee e Domenico Di Landro, già primario di Nefrologia nell’ospedale Cannizzaro di Catania, fino allo scorso anno, che è impegnato a divulgare in Sicilia la cultura della donazione degli organi e l’inserimento in lista di pazienti nei Centri trapianti siciliani e nazionali, in particolare per i trapianti di reni e di fegato.

Presenti gli studenti dell'istituto Falcone di Giarre presieduto da Monica Insanguine, che durante l’intervallo tra i due atti hanno distribuito al pubblico pasticcini realizzati nei laboratori del rinomato Istituto.

© Riproduzione riservata

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