Martedì, 04 Ottobre 2022
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Regionali in Sicilia, Chinnici se ci sei batti un colpo

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Il patto centrosinistra - M5S è una corda tesa. I “grillini”, lacerati dalle divergenze, tentano di scaricare le tensioni interne sulla candidata alla guida del governo regionale, indicata dalle primarie e ora quasi sconfessata alla luce della crisi nazionale che ha portato il partito di Conte a rompere i rapporti con il Pd. Così i Cinquestelle da alleati si sono trasformati in mine vaganti. Chiedono garanzie sui «punti programmatici», in realtà un ultimatum che prelude alla volontà di defilarsi, abbandonando la nave che avevano scelto per la sfida contro il centrodestra.

E i toni sono eloquenti: «Chiediamo a tutti i partiti del campo progressista di pronunciarsi su alcuni punti programmatici che il Movimento ritiene irrinunciabili per mantenere in piedi l’alleanza. Se anche a una sola di queste proposte diranno di no siamo pronti ad andare da soli, perché non abbiamo paura di nulla».

Caterina Chinnici non si scompone e mantiene uno stile placido: «Mi fa piacere che adesso i tempi siano maturi per sedersi tutti insieme intorno a un tavolo, discutere e definire in dettaglio i punti programmatici della proposta di governo che la coalizione intende sottoporre al vaglio degli elettori. È un passaggio essenziale che da giorni invocavo, come ho accennato poi anche pubblicamente nel mio commento sull’election day, quindi adesso non resta che farlo».

Ma il “prurito” dei Cinquestelle non è l’unico problema del centrosinistra. Claudio Fava aveva spronato Caterina Chinnici a interpretare il ruolo di candidata con più personalità e vigore, dando fisionomia e voce al progetto alternativo. Ora i toni sono più aspri: «A sedici giorni dalla fine delle primarie, Caterina Chinnici – osserva Fava – non sta ancora esercitando il suo ruolo di garante della coalizione. Abbiamo bisogno, subito, di aprire la campagna elettorale che si preannuncia già difficile e di rivitalizzare il nostro popolo. Abbiamo bisogno di sapere e capire come la candidata scelta dalle primarie intenda proseguire. Sia chiaro che davanti al perdurare di silenzi e attendismi, il sostegno della lista Centopassi è tutt’altro che scontato».

Parole che riflettono lo sbandamento della coalizione, tanto da spingere il segretario regionale del Pd in Sicilia, Anthony Barbagallo, ad alzare gli scudi: «Caterina Chinnici è la candidata alla presidenza della Regione siciliana della coalizione progressista. E lo è legittimamente dopo aver vinto le primarie di coalizione dello scorso 23 luglio. Lo è convintamente e sta lavorando, in silenzio e con grande intensità, in questo senso. Tutti - inclusi gli alleati della coalizione - conoscono lo stile e il garbo di Caterina Chinnici che non ama entrare a piedi uniti nelle polemiche».

Poi Barbagallo rinfresca la memoria agli alleati: «Ricordo che ci siamo impegnati a sostenere, con lealtà, il candidato vincente. Per noi è cosi e lo sarebbe stato anche nel caso in cui avessero vinto Claudio Fava o Barbara Floridia – aggiunge –. E a tutti, in primis a me stesso ma anche agli alleati, ricordo che l’avversario da battere è il centrodestra e per raggiungere questo obiettivo è necessaria l’unità, non certo discussioni e ultimatum a mezzo stampa. Al più presto la candidata Caterina Chinnici concorderà, ora che ce ne sono le condizioni, un incontro con i responsabili politici della coalizione per mettere a punto un programma che ci consenta di proseguire il cammino che abbiamo avviato e che ci porterà a palazzo d’Orleans». Se queste sono le premesse il centrosinistra rischia di infilarsi in una campagna elettorale intossicata più dagli alleati che dai rivali del centrodestra.

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