Sabato, 28 Gennaio 2023
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Senato plurinominale in Sicilia Orientale, il "nascondino" dei big e i paracadutati

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C’è chi (il Centrodestra) ha giocato a nascondino, mantenendo fino all’ultimo il segreto sui nomi in lista, addirittura dopo riunioni “carbonare” in qualche albergo romano, lontano dagli occhi (e dalle pressioni) di aspiranti candidati e potenziali delusi. E c’è chi (il Centrosinistra) certi nodi li ha sciolti prima, ma neanche tanto, solo perché nel frattempo stava deflagrando la più clamorosa delle bombe, la rottura del fronte progressista per le Regionali. Un fronte che, del resto, non è mai esistito davvero, si è retto sulle fragili fondamenta di primarie plastificate e che, dopo quanto accaduto a livello nazionale e in concomitanza con le Politiche, non poteva più trovare ragion d’essere.

Così la giornata di ieri è trascorsa nell’attesa: delle liste dei partiti “big” di Centrodestra (Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia) da una parte e delle conseguenze politiche della rottura Pd-M5S dall’altra. Al Senato le posizioni che contano sono quelle dei capilista e lì Forza Italia ha piazzato due nomi che, fino a qualche settimana fa, facevano parte anche della rosa di papabili candidati alla presidenza della Regione: Gianfranco Miccichè nella Sicilia occidentale, Stefania Prestigiacomo nella Sicilia orientale (dove le altre caselle sono occupate da Toni Scilla, Loredana Messina e Giovanni Giacobbe).

La Lega propone Giulia Bongiorno da una parte ed il messinese Nino Germanà dall’altra, con l’obiettivo, da deputato uscente, del debutto al Senato. Fratelli d’Italia “blinda” Nello Musumeci, capolista con alle spalle la messinese Ella Bucalo e terzo, ma in posizione potenzialmente utile, l’ex sindaco di Catania Salvo Pogliese. La lista unica dei centristi, Noi Moderati, schiera invece Maria Giuseppa Castiglione, Silvano Bonanno, Gabriella Capizi, Domenico Incardona.

Non mancano i “paracadutati”: la lista del Pd per la Sicilia occidentale è guidata dalla genovese Annamaria Furlan, ex segretaria della Cgil; quella per la Sicilia orientale da Antonio Nicita, che è sì di origini siciliane (è nato a Siracusa), ma è da anni trapiantato oltre Stretto ed è uno degli uomini chiave della segreteria politica di Enrico Letta. Al secondo posto c’è Agata Iacono, del Pd ragusano, moglie del sindaco di Giarratana Bartolo Giaquinta. L’unica messinese è Antonella Russo, in quarta posizione.

Ma ci sono anche messinesi capilista. Ovviamente Cateno De Luca, che è il primo nome del listino Sud chiama Nord in cui seguono Dafne Musolino (capolista in Sicilia occidentale), il presidente di Sicilia Vera Pippo Lombardo e la tuttofare della segreteria di De Luca, Loretta Grasso. Anche Barbara Floridia è capolista per il Movimento 5 Stelle (seguita da Giuseppe Pisani, Cinzia Amato e Federico Picciotto). Così come la professoressa Alessandra Minniti, che era stata indicata come assessora designata, alle scorse amministrative, dal candidato sindaco del Centrosinistra, Franco De Domenico, e oggi guida la lista in “accoppiata” di Verdi e Sinistra Italiana.

C’è una napoletana, l’ex Pd e oggi Italia Viva Anna Maria Parente, deputata renziana, a guidare il Terzo polo (Italia Viva più Azione), che al secondo posto schiera l’ex vicepresidente della Regione, oggi candidato dello stesso Terzo polo al ruolo di governatore, Gaetano Armao.
I già candidati all’uninominale Giuseppe Sottile e Maria Fiore sono i capilista rispettivamente di Italexit e Forza Nuova, mentre è Luca Cangemi, insegnante di Catania, già deputato, a guidare la compagine di Unione Popolare (De Magistris). Valentina Valenti e Giuseppe Mastrandrea sono i nomi della lista Europeisti Mastella-Noi di Centro.

E poi c’è la candidatura più suggestiva, specie per i nostalgici del cinema che fu: Gina Lollobrigida, dall’alto dei suoi 95 anni, è capolista di “Italia Sovrana e Popolare”, il partito che ha in Antonio Ingroia il suo leader. E chissà che la Lollo (che guida il gruppetto completato da Fulvio Grimaldi, Marilena Giordano ed il messinese Renzo Ioppolo) non voglia riproporre un remake, in chiave politica, di uno dei suoi film più acclamati: “Torna a settembre”... alle urne.

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