Martedì, 20 Agosto 2019
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Mafia ed estorsione a Palermo, gli imprenditori denunciano: 10 ordini di custodia cautelare

I carabinieri del nucleo investigativo di Palermo hanno eseguito una misura cautelare in carcere, disposta dal gip su richiesta della Dda, nei confronti di 10 indagati accusati di estorsioni, con l’aggravante di avere favorito l’associazione mafiosa denominata Cosa nostra.

Si tratta del seguito dell’operazione Talea dello scorso 5 dicembre con cui era stato dato un colpo ai vertici dei mandamenti mafiosi di Resuttana e San Lorenzo, Tommaso Natale, con l'arresto di Maria Angela Di Trapani, moglie di Salvino Madonia, boss condannato all’ergastolo anche per l’omicidio dell’imprenditore Libero Grassi. Il giudice ha contestato agli indagati tre estorsioni ai danni di due esercizi commerciali ricostruite grazie alle successive collaborazioni e denunce delle vittime e al pentito Sergio Macaluso, esponente della famiglia mafiosa di Resuttana. Nel contrasto al fenomeno del racket ha avuto un importante ruolo l’associazione Addiopizzo, in un consolidato sistema di tutela e di supporto alle vittime.

Le ordinanze di custodia cautelare sono state notificate in carcere a Pietro Salsiera, 60 anni, Giovanni Niosi, 64 anni, arrestati nel blitz «Talea» di 11 mesi fa, di Giuseppe Fricano, 67 anni, Antonino Siragusa, 48 anni, Antonino Tarallo 45 anni, e Michele Pillitteri, 58 anni, catturati nell’operazione «Apocalisse» del 2014, di Salvatore Di Maio, 46 anni, in cella dal 2011 e di Mario Napoli, 53 anni, preso l’anno prima. Due gli arrestati la scorsa notte dai militari Antonino Cumbo, 53 anni e Carlo Giannusa, 49 anni.

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