Venerdì, 24 Gennaio 2020
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"Ammazziamo tutti, puliamo la Calabria", così parlava l'aspirante terrorista catanese

Si era convertito in carcere nel 2011, a Caltagirone, mentre stava scontando una condanna a cinque anni di reclusione per violenza sessuale, il catanese Giuseppe D’Ignoti, 32 anni, arrestato dalla polizia per apologia del terrorismo. Diceva di essere marocchino e di chiamarsi Yussuf. Aveva iniziato una capillare campagna sui social media sollecitando una guerra santa in Italia.

Per questo inviava inni in favore dell’Isis ed incitava a prendere un fucile o un coltello ed andare ad ammazzare qualcuno ovvero a «fare pulizia a Milano, in Calabria...», manifestando odio verso qualsiasi cosa rappresentasse l’Occidente.
Aveva anche ridotto in schiavitù la compagna che costringeva a portare il velo e a vedere immagini e video di crudeli esecuzioni di «infedeli».

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