Domenica, 29 Novembre 2020
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Sistema di corruzione a Messina, le immagini del blitz della polizia - Video

Introducendo la conferenza stampa, il questore Vito Calvino ha sottolineato che la odierna operazione “disvela condotte illecite di un gruppo trasversale di soggetti composto da imprenditori, faccendieri, funzionari pubblici, persino un autista giudiziario. Sono emersi compromessi e situazioni di favore che non devono essere considerate una cosa normale”.

È entrato più nei dettagli il procuratore aggiunto Rosa Raffa, che ha inquadrato l’origine dell’inchiesta della Squadra mobile nell’esplosione di colpi di arma da fuoco contro la tabaccheria di Pietro Ferrante, la notte di Capodanno del 2019”. La sua reticenza sulla causale del fatto “ha innescato accertamenti approfonditi da parte degli investigatori”, che hanno scoperto “un sistema di corruttela e diffusività di illeciti nella pubblica amministrazione”.

Sistema di corruttela che durava da tantissimo tempo, in cui “Fiorentino e Tavilla sono lo zoccolo duro”. In che modo? “Creando un contatto col pubblico ufficiale, D’Agostino: in cambio di denaro si affidano lavori pubblici direttamente a lui o indirettamente a imprenditori vicini”. Quanto agli immobili di Arisme ceduti dall’Iacp, “qui il pubblico funzionario vicino a Tavilla è Muscolino, che si rende disponibile a gestire il lavoro di sistemazione di un complesso a Camaro Sottomontagna a imprenditori vicini”, ha aggiunto Rosa Raffa.

A proposito della posizione della ing. Frigione, “i contatti sono con l’imprenditore Micali per l’appalto di sistemazione del mercato di Sant’Orsola. C’è una messa a disposizione dei pubblici funzionari, anche in opere fuori dal territorio peloritano. Precisamente a Mazara del Vallo, per l’assegnazione di un intervento di dragaggio del porto-canale, per un importo di 800mila euro”. Indagato anche l’autista della Procura Parialo’, che “forniva indicazioni su procedimenti pendenti che riguardavano Tavilla, o quelli per l’individuazione di amministratori di condomini pubblici e i meccanismi di nomina. Il prezzo era l’assunzione di una donna con cui intratteneva una relazione sentimentale. In un anno abbiamo notato che il sistema era rodato”.

Uno strumento di indagine prezioso si è rivelato il “Trojan”, per il procuratore aggiunto Raffa “uno strumento utilissimo nel caso di accertamenti riguardanti la pubblica amministrazione”, anche se “delicato, in quando deve contemperare l’esigenza di tutela della privacy”. Ma quest’ultimo aspetto, “a mio giudizio è secondario rispetto alle esigenze investigative”, ha tenuto a precisare. Il capo della Squadra mobile Antonio Sfameni e il vicedirigente Simone Scalzo si sono soffermati su una serie di anomalie in appalti pubblici, in cui la promessa era di duemila euro a opera, quale tangente, in cambio di affidamenti della Regione a ditte messinesi.

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