Venerdì, 10 Luglio 2020
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Furti di carburante da mezzi pubblici: 21 arresti a Palermo tra cui dipendenti dell'azienda rifiuti

Il meccanismo era semplicissimo: rubare il carburante dai mezzi impiegati nella raccolta dei rifiuti e rivenderlo. Solo che di un ammanco di mille litri al giorno, prima o poi, qualcuno si accorge. E così è stato a Palermo dove i carabinieri della compagnia di San Lorenzo hanno eseguito un'ordinanza cautelare su ordine del gip nei confronti di 25 persone coinvolte in maxifurti di carburante dai mezzi della Rap, l'azienda che si occupa della raccolta dei rifiuti nel capoluogo siciliano.

Per 21 sono scattati gli arresti, 13 in carcere e 8 ai domiciliari, per quattro l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Sono accusati, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di furti e ricettazione, falsa attestazione della presenza in servizio e furto aggravato.

I furti venivano commessi nella discarica di Bellolampo quando i mezzi arrivavano nell'impianto per conferire i rifiuti. Almeno mille litri di gasolio ogni giorno. Tra gli arrestati nell'operazione "Beautiful Flash" ci sono 10 dipendenti della Rap, due ex gestori di impianti di carburante in via Leonardo da Vinci e gli altri sono ricettatori che acquistavano il carburante e lo rivendevano.

Palermo, furti di carburante a Bellolampo: nomi e foto degli arrestati

Le indagini sono iniziate a giugno del 2018 quanto i carabinieri avevano fermato cinque dipendenti della Rap, e un'altra persona, intenti a rubare il gasolio nel parcheggio della discarica di Bellolampo. Era emerso nel tempo che c'erano ammanchi di carburante dai mezzi che si occupano della raccolta dei rifiuti.

La discarica era tenuta sotto controllo. A giugno nel corso del furto è scattato il blitz. I cinque dipendenti della discarica dalla Rap insieme ad un'altra persona trovata nei pressi del mezzo avevano già prelevato 900 litri di gasolio. Adesso l'indagine è sfociata negli arresti.

In carcere sono finiti: Ciro Aurelio, Giovanni Calò, Giuseppe Cocuzza, Marco Corona, Rosario Di Maggio, Francesco Lopitale, Salvatore Lullo, Fausto Mangano, Alessandro Milazzo, Benedetto Scariano, Francesco Inzerillo, Gaspare Inzerillo, Piero Giorgio Schirò.

Ai domiciliari: Giovanni Ammirata, Alberto Bologna, Vincenzo D'Aleo, Cristoforo Di Caccamo, Filippo Martelli, Pietro Riggio, Giovanni Spatola, Giovanni Puglisi.

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