Lunedì, 28 Novembre 2022
stampa
Dimensione testo

Cronaca

Home Video Cronaca Insegnanti, studenti e operatori culturali in piazza a Messina per difendere la scuola in presenza

Insegnanti, studenti e operatori culturali in piazza a Messina per difendere la scuola in presenza

Un centinaio di insegnanti, studenti, le loro famiglie, operatori culturali, hanno manifestato a piazza Unione Europea a Messina per difendere la scuola in presenza. A sostegno anche il presidente della V commissione Piero La Tona e il consigliere comunale Alessandro Russo.

“La vera scuola non è a distanza - hanno detto i manifestanti - ma in presenza. Nessun computer o nessun telefonino possono trasmettere la ricchezza che può dare un rapporto umano reale". La piazza non ha apprezzato l’ordinanza del sindaco che ha prolungato sino all’11 novembre la chiusura di tutta la scuola.

La sospensione dell'attività scolastica porta gravi l conseguenze sugli alunni disabili, sugli operatori e sulle famiglie. In assenza di risposte gli operatori sociali manifesteranno davanti all'Asp. «Lo ripetiamo dal mese di marzo 2020 che la gestione della sanità messinese non può essere lasciata nelle mani di nessuno. Da tempo ormai mesi chiediamo le dimissioni del Direttore generale dell'Asp di Messina e di tutto il suo entourage. Non abbiamo dimenticato la gestione di focolai nelle strutture ospedaliere e di alcune case di cura private. La nota inviata da parte dell'Asp inquieta più di un film dell'orrore" - dichiara Clara Crocè della Fiadel Cisal - Perdere la tracciabilità dei possibili contagi Covid è un'affermazione di una gravità assoluta che merita la rimozione di tutta la classe dirigente dell'Asp di Messina. Vogliamo ricordare la gestione della Casa di cura "Come d'Incanto" e di altre strutture- continua Clara Crocè- cosa si aspetta a commissariare la sanità Messinese? Ad essere a rischio non sono solo gli alunni e il personale scolastico, ma tutti i cittadini di Messina e provincia. Non riusciamo a comprendere i motivi per i quali l'Asp non sia intervenuta tempestivamente nel tracciamento dei contatti, causando la chiusura indiscriminata di tutte le scuole, senza considerare le gravi le conseguenze sugli alunni, sulle famiglie ma in particolar modo sui ragazzi disabili e sugli operatori che sono rimasti a spasso. Che senso ha chiudere gli istituti scolastici di secondo grado? Al Dirigente dell'Asp vorremmo ricordare che gli stessi sono chiusi dal 26 ottobre 2020, a causa dell'ordinanza del governatore Musumeci che ha disposto la Dad al 100%. Gli istituti sanificati per effetto dell'ordinanza del sindaco De Luca possono essere aperti immediatamente per dare ristoro almeno ai ragazzi diversamente abili per i quali la didattica a distanza non ha alcuna efficacia. Questo quanto deciso dalla Riunione con gli operatori sociali della città Metropolitana».

 

© Riproduzione riservata

Correlati

X
ACCEDI

Accedi con il tuo account Facebook

Login con

Login con Facebook