Venerdì, 22 Ottobre 2021
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L'emergenza Coronavirus a Messina, Alibrandi (Cisl): "Sulla sanità un dibattito sterile"

Affrontare l’emergenza sanitaria ma avere anche la forza e la capacità di guardare oltre, programmando il futuro post Covid. È l’esortazione che arriva dall’Esecutivo provinciale della Cisl Messina che si è svolto oggi pomeriggio in modalità telematica con la presenza del segretario generale della Cisl Sicilia Sebastiano Cappuccio ed ha affrontato i temi della seconda ondata di emergenza pandemica, con i risvolti legati all’aspetto sanitario ma, anche e soprattutto, in riferimento a quelli sociali ed economici.

«In città c’è un dibattito sterile che non tocca i problemi generali della collettività - ha detto il segretario generale Antonino Alibrandi nel corso del suo intervento - ognuno parla di sé stesso e con sé stesso, senza alcuna condivisione. In questo periodo abbiamo visto quali sono le difficoltà del nostro sistema economico, sociale e sanitario per questo abbiamo chiesto formalmente al Prefetto la costituzione di una cabina di regia dove possano essere rappresentante tutte le necessità del mondo economico, produttivo, sociale e dove le competenze sanitarie possano avere il ruolo di indirizzo delle politiche di contrasto all’epidemia».

Le difficoltà nelle scuole e nel trasporto pubblico, le carenze della medicina di base e l’insufficienza dei posti letto negli ospedali sono tutti settori nevralgici che per la Cisl stanno risentendo – sotto tanti aspetti - della diffusione del virus fra la popolazione. E adesso, dopo quello primaverile, il nuovo sostanziale fermo delle attività economiche e produttive rischia di causare danni devastanti all’economia e un impoverimento economico di parte della popolazione alle prese con disagi e confusione tra Dpcm e ordinanze regionali e comunali.
«Occorre porre in essere importanti decisioni politico-amministrative, contemperando il diritto alla salute con la necessità di limitare il costo sociale derivante da un nuovo ed inopportuno blocco delle attività produttive. Soprattutto nella nostra provincia, dove sono più evidenti le carenze strutturali di ospedali, trasporto pubblico e scuole, occorre regolare la vita cittadina operando scelte celeri ma condivise con le associazioni di categorie, le parti datoriali, le Organizzazioni sindacali. Il sovraffollamento del sistema sanitario o, ancora peggio, delle terapie intensive, anello finale del sistema sanitario in questo momento, poteva essere evitato con una più accorta ed attenta programmazione che, in Sicilia, non c’è stata. Così come non c’è stata alcuna condivisione della gestione dell’emergenza sul nostro territorio».

Anche i dati diffusi nei giorni scorsi dalla Camera di Commercio preoccupano. «Chiederemo un approfondimento all’Ente camerale – ha anticipato Alibrandi - perché vogliamo capire come si possano perdere tutti quei posti di lavoro considerato che, da marzo scorso, c’è il blocco dei licenziamenti. In ogni caso, quei dati sono allarmanti e serve un fronte comune per evitare questa situazione».

Per questo, Alibrandi ha evidenziato come sia necessario non fermarsi solo ad affrontare l’urgenza del momento. «Non possiamo fermarci all’emergenza Covid – ha spiegato - dobbiamo pensare al futuro. I fondi del Recovery fund dovranno servire a progettare una città futura che, nel momento in cui si supererà l’emergenza sanitaria, possa essere già pronta per realizzare infrastrutture, sviluppo, occupazione. Ma per fare questo occorre lavorare da subito per il rilancio delle aree Zes, dell’industria, del turismo, del recupero dell’affaccio a mare e delle aree degradate. Su questo è necessario lavorare in sinergia. Bisogna farlo adesso altrimenti rischiamo che quando finirà l’emergenza sanitaria non saremo pronti».

«Il fattore tempo è fondamentale in un momento in cui l’emergenza Coronavirus ha stravolto tutto – ha detto il segretario generale della Cisl Sicilia, Sebastiano Cappuccio - Adesso si apre una prospettiva ed una opportunità all’interno della quale possiamo recuperare la centralità di un’azione di ricostruzione di questo Paese dove la politica, a tutti i livelli, non è capace di progettare, non ha una visione di società adeguata, ma attribuisce le responsabilità solo a chi c’era prima».

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