Martedì, 27 Ottobre 2020
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Musumeci: "Momento difficile, contro il coronavirus serve senso di responsabilità"

«Chi sbarca in Sicilia, con qualsiasi mezzo, provenendo dalle zone rosse del Nord, ha il dovere di informare il medico di base e porsi in autoisolamento». Lo impone un’ordinanza firmata dal presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci e in fase di notifica ai nove prefetti, ai questori ed ai 390 sindaci dell’Isola.

Nella sua ordinanza, il governatore richiama «le competenze comuni a tutte le regioni italiane e quelle previste dal comma 2 dell’articolo 31 dello Statuto siciliano che conferiscono al presidente della Regione il potere di disporre delle forze di polizia in caso di necessità».

«Se tutti manteniamo la calma e il senso di responsabilità, riusciremo a gestire e superare anche questo particolare momento. Noi siciliani abbiamo affrontato ben altre calamità e non ci arrendiamo. Ma ognuno faccia la propria parte», ha esortato Musumeci dal suo isolamento domiciliare dove si trova da ieri per precauzione dopo il contatto avuto mercoledì a Roma con il collega Zingaretti. Al primo tampone negativo di ieri sera ne seguirà un altro tra due giorni.

«È un nemico che non conosciamo a fondo, ognuno deve fare la propria parte è un momento difficile», aveva detto lo stesso Musumeci, intervenuto a Tg Speciale La7 a proposito dei nuovi provvedimenti sul coronavirus e degli spostamenti verso il sud.

«Ho chiesto una particolare vigilanza alle forze di polizia su aeroporti, porti e Stretto di Messina. Ho l’impressione e lo dico con grande rispetto delle istituzioni che Roma non abbia in pieno la percezione di un fenomeno come quello che potrebbe determinarsi enlle prossime ore. Spetta ai governatori del Sud emanere i provvedimenti».

«Abbiamo necessità di essere prudenti non spaventati e io sto notificando una ordinanza. Senza le forze dell’ordine e il potere sanzionatorio si corre il rischio che molti non prendano in consierazione l’ordinanza. In Sicilia fino a ora l’apparato della sanità ha funzionato, siamo pronti al peggio, stiamo approntando altri posti letto in rianimazione e terapia intensiva».

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