Mercoledì, 26 Settembre 2018
NICOLOSI

Gli nega soldi per
sigaretta, il figlio
la strozza

etna cadavere, Sicilia, Archivio

Non sopportava che la madre gli negasse i soldi per comprare le sigarette e che lo rimproverasse perché fumava troppo. Al culmine dell'ennesima lite, nella loro casa di San Giovanni la Punta, Giorgio Coco, 25 anni, ha strozzato la madre, Maria Lucia Garra, 58 anni. I vicini di casa, la sera di sabato scorso, avevano sentito le urla, tra madre e figlio, ma hanno pensato a contrasti familiari tra i due, che vivevano da soli, perché la donna, insegnante, era da molti anni separata dal marito. Il giovane ha tenuto il corpo in casa, per oltre 24 ore senza toccarlo. Ieri ha pensato di liberarsi del cadavere della madre, che era in pigiama: lo ha avvolto in un tappeto rosso e l'ha messo nel cofano della sua auto. Si è recato a Nicolosi, paese alle pendici dell'Etna, attrezzato di badile, e ha tentato di seppellire il corpo della madre, alla quale aveva tolto il pigiama, ma non c'é riuscito, limitandosi a coprirlo con terra e frasche. Per completare il 'lavoro' ha chiesto aiuto a uno zio: 'mi dai una mano a seppellire la mamma?', ha detto al fratello di suo padre. L'uomo, appena avuta la comunicazione, la notte scorsa, ha avvertito subito i carabinieri del comando provinciale di Catania. Sono state avviate le ricerche, ma con esito negativo. Militari dell'Arma hanno parlato con il giovane che ha confessato subito il delitto, ma, in evidente stato di choc, non ricordava il posto dove aveva lasciato il cadavere. Il corpo è stato trovato nel pomeriggio di oggi, a poco meno di 48 ore dal delitto. Sul collo della donna il medico legale ha rilevato lesioni compatibili con lo strozzamento, e con la ricostruzione fornita dal 25enne. Nel bagaglio della sua auto militari dell'Arma hanno trovato anche il pigiama, gli occhiali e il telefonino della donna, un badile e il tappeto rosso in cui era stato avvolto il corpo. Interrogato per diverse ore il giovane è apparso in evidente stato confusionale, con ricordi non tutti nitidi. Alla fine della prima fase investigativa, sulla scorta delle indagini dei carabinieri della compagnia di Gravina e del reparto operativo del comando provinciale, la Procura di Catania, coordinata dal procuratore capo Giovanni Salvi, ha emesso un provvedimento di fermo per omicidio volontario.(ANSA).

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