Martedì, 25 Settembre 2018
VITTORIA

La famiglia non crede al suicidio, denuncia in Procura

inchiesta, procura ragusa, suicidio, vittoria, Sicilia, Archivio
Tribunale di Ragusa

La famiglia non crede al suicidio. Roberto Gambina, il 20enne studente vittoriese precipitato il 20 novembre dalla scala esterna d’emergenza al secondo piano dell’istituto scolastico paritario di Vittoria che frequentava con profitto, sarebbe stato spinto giù dopo una discussione con qualcuno. E' la tesi che i genitori hanno sottoposto alla Procura, chiedendo anche che si procedesse all'autopsia sul corpo del giovane. La perizia è stata effettuata mercoledì dal medico legale Orazio Cascio e dal tossicologo Guido Romano, entrambi dell’università di Catania, affiancati dal perito di parte Guerrera, nominato dalla famiglia Gambina. Dall'autopsia si attendono notizie sulle cause del decesso. I genitori del ventenne, intanto, hanno affidato il caso agli avvocati Patrizia e Salvatore Romano. Subito dopo l'autopsia, il corpo è stato riconsegnato alla famiglia e sabato sono stati celebrati i funerali. La Procura, da parte sua, ha avviato le indagini, aprendo un fascicolo di atti relativi. Al momento, non figurano indagati. Parecchie persone sarebbero già state sentite dagli inquirenti. In particolare, sono stati gli amici della vittima e i compagni di scuola ad essere stati sentiti con l'obiettivo di riuscire a chiarire cos'è accaduto mercoledì mattina nell'istituto paritario.

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