Venerdì, 21 Settembre 2018
ACATE

Scivolano nella vasca d'irrigazione, annegati due ghanesi

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Scivolano nella vasca d'irrigazione, annegati due ghanesi

ACATE - La loro giornata di relax si è trasformata in una tragedia e il loro hobby per la pesca è risultato fatale. Una morte beffarda per due giovani migranti ghanesi annegati ieri sera in un invaso artificiale nelle campagne del Ragusano. La tragedia, in contrada Chiappa, territorio di Acate, è avvenuta poco dopo il tramonto. I due giovani Isaka Drameni, di 28 anni e George Aminou, di 26 anni, si erano recati, insieme ad altri due connazionali, in quell'invaso destinato alla raccolta delle acqua per irrigare i campi, con una canna di pesca per trascorrere qualche ora di tempo libero nel giorno festivo di celebrazione della ricorrenza della nascita della Repubblica. L’invaso artificiale è al servizio di un’azienda agricola di proprietà di un coltivatore
di Acate.

Secondo il racconto dei testimoni sentiti dai carabinieri uno dei due, George Aminou, è scivolato all’interno dello specchio d’acqua e il suo amico, nel tentativo di aiutarlo, è stato anche lui inghiottito dall’acqua e trascinato in fondo all’invaso. Inutili sono stati i tentativi prestati dai presenti, attoniti testimoni di una tragedia che si andava consumando minuto dopo minuto. Le difficoltà do movimento all’interno dell’invaso hanno reso tutto più problematico e così i testimoni non hanno potuto fare altro che chiamare i soccorsi. Sul posto, poco dopo, sono giunti i carabinieri del Radiomobile e della stazione di Acate, nonché personale dei vigili del Fuoco di Ragusa e i sommozzatori di Palermo. Ma quando sono arrivati per i due giovani ghanesi non c'era più nulla da fare.

Anche le operazioni di recupero dei cadaveri non sono state semplici: ci sono volute ore ed ore. Solo alle prime luci dell’alba è stato possibile effettuare l’ispezione cadaverica da parte del medico legale Maria Iannì che ha confermato la morte dei due migranti per asfissia da annegamento. E’ intervenuto anche il sostituto procuratore Francesco Riccio che coordina le indagini. Ma la domanda che si pongono gli inquirenti è un’altra: come mai quei quattro giovani ghanesi si trovavano lì e a quell'ora. I militari vogliono capire se la loro presenza fosse legata solo alla voglia di trascorrere la giornata pescando oppure se i quattro lavoravano in nero per l’azienda dove è accaduta la tragedia. L’invaso intanto è stato posto sotto sequestro.

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