Sabato, 22 Settembre 2018
VITTORIA

Autotrasporto nelle mani della mafia

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Autotrasporto nelle mani della mafia

«Il sistema degli autotrasporti in Sicilia è controllato dalla mafia, è controllato da Cosa nostra, dalla Stidda, dalla 'Ndrangheta e dalla Camorra che sono collegate». Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta, a Vittoria, dove è arrivato per portare solidarietà alla Caair, la ditta di autotrasporti di Vittoria che nella notte tra il 17 e il 18 febbraio scorso è stata oggetto di un grave attentato intimidatorio: quattro automezzi distrutti, un autista ricoverato al Centro grandi ustioni dell’ospedale Cannizzaro di Catania.

Alla fine dell’intervento del governatore siciliano, è intervenuto anche Giuseppe Biundo, titolare della ditta che ha subito l’attentato: «Io ci credo nella mia attività - ha detto - noi abbiamo i camion, non ci sono treni, né aerei che possono portare la merce», e ha concluso invitando alla denuncia del malaffare: «L'ho detto al sindaco in Prefettura: dice che siamo stati in due a denunciare, ma in tutta la provincia ci sono sei persone che hanno subito queste cose. Mi sono ribellato io forse perché sono il più cretino o il più onesto».

Rosario Crocetta ha anche parlato dell’indebitamento degli agricoltori, della difficoltà di accedere a prestiti e finanziamenti e del fatto che alla fine, per garantire "l'annata" ci si affidi a intermediari senza scrupoli, finendo indebitati perché i prezzi di vendita non riescono a coprire nemmeno i costi di produzione: «Ho chiesto all’assessore all’Agricoltura Antonello Cracolici d'istituire il prestito d’annata proprio per fare pronte a queste esigenze».

Parlando, invece, dell'attentato, il Governatore ha invocato le denunce degli operatori: «Contro gli attacchi mafiosi si deve reagire in un solo modo: la denuncia di massa. Occorre la rivolta di tutti per fermare la gente del malaffare e per tutelare il settore e la nostra economia». Crocetta ha anche spiegato che «la mafia si sta rialzando e stanno continuando gli scambi di favori con la cosca gelese, così com'è avvenuto in passato. Vittoria ha vissuto anni terribili e sbaglia chi pensa che la mafia fosse scomparsa solo perché non spara; ora ha un modo più raffinato d'incidere. Facendo attività legali ma con sistemi illegali».

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