Domenica, 23 Settembre 2018
PALERMO

Bimba 18 mesi perde 3 dita in ingranaggio bici, riattaccate

bimba tre, palermo incidente domestico, Sicilia, Archivio
ospedale generico

Mette il piede nell'attrezzo dove la mamma stava facendo spinning e le saltano tre dita del piede. E' la disavventura occorsa a Palermo a una bambina di 18 mesi, operata in urgenza presso l'Unità operativa di chirurgia plastica dell'ospedale Villa Sofia. Il fatto è avvenuto fra le mura domestiche. Mentre la mamma si dedicava alla sua attività fisica, la piccola si è avvicinata incautamente alla bici per lo spinning, mettendo il piede dove non doveva e l'ingranaggio le ha tranciato tre dita. Dopo il primo accesso al pronto soccorso dell'Ospedale dei bambini, è stata trasferita al Trauma center di Villa Sofia, dove viene coinvolto il reparto di Chirurgia maxillo facciale e plastica ricostruttiva e Daniela Bagnasco provvede ad eseguire l'intervento per reimpiantare le tre dita amputate. "Un intervento complesso - dice Dario Sajeva, coordinatore dell'Unità operativa - perché il trauma da schiacciamento e strappamento è stato violento, con un livello di disarticolazione quasi completo in una estremità podalica di una bambina di 18 mesi. In questi casi la vitalità dei segmenti reimpiantati è soggetta a variabili complesse che possono mortificare le possibilità di successo terapeutico indipendentemente dalla bontà dell'atto chirurgico. La bambina è ora ricoverata nel nostro reparto e viene monitorata costantemente". "Il percorso dell'emergenza della nostra Azienda - sottolinea il direttore sanitario Pietro Greco - si è attivato immediatamente, subito dopo che ci hanno segnalato l'arrivo della bambina. Vedremo nelle prossime ore le condizioni di vitalità dei segmenti reimpiantati".

"E' un rinvio a giudizio che non mi stupisce. La mia assoluta estraneità ai fatti che mi vengono contestati è nelle indagini dei Carabinieri del Ros. Sarebbe bastato leggerle per decidere diversamente". Lo afferma Mario Ciancio Sanfilippo sulla decisione del Gup di Catania. "Non posso però fare a meno di dire - aggiunge l'editore - che provoca in me un moto di indignazione il fatto che una ricostruzione fantasiosa e ricca di errori e di equivoci - che ha deformato cinquant'anni della mia storia umana, professionale e imprenditoriale, alterando fatti, circostanze ed episodi, sostituendo la verità con il sospetto - sia stata adottata quale impermeabile capo di accusa per attivare un processo contro di me. Ho sempre piena fiducia nell'operato della magistratura e - osserva Ciancio Sanfilippo - non ho dubbi che sarò assolto da ogni addebito. Sono pronto a difendermi con determinazione, continuerò serenamente a lavorare mentre i miei legali riproporranno con pazienza tutte le innumerevoli argomentazioni a sostegno della mia innocenza. Anche se i tempi si dilateranno - sottolinea - riuscirò a dimostrare chiaramente il grave errore consumato con questo rinvio a giudizio".

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