Mercoledì, 12 Dicembre 2018
CORTE D'APPELLO

"Non fu il custode della bomba di via D'Amelio", saranno risarciti oltre 700 mila euro per l'errore giudiziario

La Corte d'appello di Catania ha condannato lo Stato a pagare circa 777 mila euro agli undici fratelli eredi di Salvatore Tomaselli per "riparare l'errore giudiziario" consistito nella sua condanna a 8 anni e mesi nel processo per la strage di via D'Amelio. All'attentato che costò la vita al giudice Paolo Borsellino e alla sua scorta lui era completamente estraneo, e morì tre anni dopo avere scontato la sentenza. Lo scrivono il Giornale di Sicilia e La Stampa e lo riporta l'Ansa.

Secondo l'accusa, rivelatasi infondata, l' uomo che avrebbe custodito in un proprio magazzino della Guadagna la 126 usata, secondo i falsi pentiti, come auto bomba contro il giudice Paolo Borsellino e i cinque agenti della scorta, uccisi 26 anni fa. Invece Tomaselli non aveva fatto niente e Salvatore Candura, che lo aveva accusato, aveva mentito.

A Caltanissetta, dopo il suo decesso, nell' agosto 2011, è arrivata la sentenza Borsellino quater, che ha consacrato l' estraneità degli ex imputati - sette avevano avuto l' ergastolo - alle contestazioni e successivamente la Corte d' appello di Catania aveva disposto la revisione del processo, cancellando le condanne. Ultimo atto, l' ordinanza su quella che tecnicamente si chiama proprio "riparazione", ricostruiscono i quotidiani, è stata emessa dalla terza sezione della Corte d'appello di Catania, presieduta da Carmela La Rosa.

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