Sabato, 14 Dicembre 2019
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FONTANAROSSA

Etna, migliora la situazione, riaperto l'aeroporto di Catania

Dalle 21.30 di ieri sera l'aeroporto di Catania è chiuso. Contrariamente alle previsioni, la persistente attività dell'Etna e la presenza di cenere vulcanica in atmosfera hanno reso indispensabile la decisione di chiudere lo scalo: niente arrivi né partenze per tutta la notte e questa mattina.

Alle 8.30 è però stata riaperta una porzione dello spazio aereo. L’Aeroporto di Catania torna dunque parzialmente operativo. Sono consentiti 4 movimenti orari. L’Unita di Crisi torna a riunirsi alle 11.30.

Questa mattina, in vista del primo volo delle sei, si era riunito il Nucleo di Coordinamento Operativo (Nco), costituito da Enac, Enav, Aeronautica Militare e SAC, e aveva deciso di mantenere chiuso lo scalo.

Il 25 dicembre è un giorno che presenta pochissimi voli programmati (una ventina circa le partenze). Completamente chiuso il Terminal C in assenza di voli EasyJet.

"Eventuali variazioni ai voli comunicate dalle compagnie aeree - fanno sapere da Sac, la società che gestiste l'aeroporto Fontanarossa - sono anche consultabili sul tabellone pubblicato sul sito dell'Aeroporto di Catania, sull'app ufficiale e sul bot Telegram. Modifiche all'attività dello scalo saranno comunicate anche sui profili ufficiali di Facebook e Twitter".

Intanto prosegue l'intenso sciame sismico sul vulcano. Tra le decine di scosse di terremoto, ieri sera alle 20.26 l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) ne ha registrata una di magnitudo 4 con ipocentro a soli 2 km di profondità ed epicentro 7 km a nordest di Ragalna, in provincia di Catania. Alle 17:50 se ne era registrata un'altra di magnitudo 4.3, con epicentro 6 chilometri a ovest di Zafferana Etnea. Diverse anche le scosse di magnitudo 3.

Ma l'attività sul vulcano attivo più alto d'Europa era cominciata poco prima delle 9 del mattino: gli strumenti dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) che monitorano la montagna 24 ore su 24 hanno registrato oltre 130 scosse sismiche in poco più di tre ore. 

I terremoti sono stati accompagnati da quello che l'Ingv definisce un "graduale incremento del degassamento dall'area craterica sommitale" che, di fatto, sta interessando tre delle cinque bocche attive del vulcano.

Secondo gli esperti, prima si sono registrate sporadiche emissioni di cenere sia dalla Bocca Nuova sia dal Cratere di Nord-Est, culminate verso mezzogiorno in "un denso e continuo pennacchio di cenere scura" visibile da chilometri di distanza. E cinque minuti dopo è iniziata anche un'intensa attività stromboliana - vale a dire un'eruzione con esplosioni di energia moderata, lancio di brandelli di lava incandescente, lapilli e cenere - alla base meridionale del Nuovo Cratere di Sud-Est, verso Serra Giannicola. Un'attività, dicono ancora gli esperti, dovuta all'apertura di una "fessura eruttiva".

L'attività stromboliana ha poi interessato anche la Bocca Nuova e al Cratere di Nord-Est. "Le reti geodediche Gps e clinometriche - sottolinea l'Ingv - mostrano vistose deformazioni dell'area sommitale".

© Riproduzione riservata

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