Venerdì, 22 Novembre 2019
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CARABINIERI

Sgominata la piazza dello spaccio di droga a Misilmeri, nel Palermitano: otto indagati

Cinque mesi di indagini e otto ordinanze di misure cautelari per spaccio e detenzione di droga. E' il bilancio dell’operazione denominata "Pablito", con cui i Carabinieri sono riusciti a risalire alla filiera dello spaccio che riforniva le piazze di Misilmeri, nel palermitano.

Tre degli indagati sono stati già condotti presso il carcere dei "Cavallacci" di Termini Imerese. Si tratta di Salvatore Baiamonte, di 47 anni, di Matteo Algozzino, di 41 anni, Giuseppe Pizzo, di 25 anni. Il quarto indagato, Pietro Perez, di 31 anni, è finito agli arresti domiciliari, mentre gli altri tre sono stati raggiunti dalla misura dell’obbligo di dimora nel comune di residenza, nonchè dell’obbligo di presentarsi alla polizia giudiziaria.

L'ottavo indagato infine, B.G. di 18 anni, che all’epoca dei fatti era ancora minorenne, si trova presso il carcere minorile "Malaspina" di Palermo. L'attività investigativa, iniziata nel dicembre 2017 e terminata nell’aprile 2018, condotta dai Carabinieri della Compagnia di Misilmeri e coordinata dalla Procura di Termini Imerese, attraverso pedinamenti e servizi di osservazione, ha consentito di documentare numerosissimi episodi di spaccio al dettaglio di hashish da parte degli indagati nei confronti di altrettanti ragazzi, molti dei quali pure minorenni.

I pusher, attivi nel centro abitato di Misilmeri, facevano capo a Salvatore Baiamonte che, dopo essersi rifornito di ingenti quantitativi di hashish da alcuni "grossisti" palermitani tra cui Giuseppe Pizzo e Matteo Algozzino, nei quartieri dello "Sperone" e della "Guadagna", provvedeva a confezionare la droga in singole dosi. Poi consegnava la sostanza stupefacente ai suoi fidati pusher che ne curavano lo spaccio al dettaglio su due principali piazze di Misilmeri: Piazza Fontana Nuova e una sala giochi di Corso Vittorio Emanuele.

Gli investigatori hanno documentato oltre seicento episodi di spaccio. Gli incontri tra cliente e spacciatore, erano generalmente preceduti da una breve telefonata con la quale veniva stabilito il luogo dell’appuntamento che veniva fissato quasi sempre presso la sala giochi o in piazza Fontana Nuova. Gli indagati, per fare riferimento alla sostanza stupefacente per telefono, utilizzavano dei termini convenzionali come "croccantini", "cose marroni", "lenticchie", "quelle cose", "pigiamini". Durante le indagini i Carabinieri hanno tratto in arresto in flagranza di reato 3 persone, sequestrando circa 700 grammi di hashish, e segnalato alla Prefettura decine di clienti.

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