Sabato, 19 Settembre 2020
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REALMONTE

La procura di Agrigento sequestra la Scala dei Turchi, c'è un indagato

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Scala dei Turchi

Serve salvaguardare l’incolumità di turisti, ma anche garantire che la Scala dei Turchi non venga danneggiata e possa essere fruita ordinatamente dai visitatori. Queste le motivazioni che hanno portato il procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio, a firmare un provvedimento di sequestro preventivo e d’urgenza della scogliera di marna bianca, situata a Realmonte, che richiama ogni anno decine di migliaia di visitatori.

Ad apporre i sigilli sono stati i militari della Guardia costiera di Porto Empedocle che s'è occupata dell’inchiesta, avviata all’inizio dello scorso dicembre, inizialmente a carico di ignoti. Adesso è stato iscritto nel registro degli indagati Ferdinando Sciabarrà che è catastalmente proprietario di una grossa parte dell’area. L’ipotesi di reato che viene contestato dalla magistratura è di occupazione di demanio pubblico.

«La Scala dei Turchi è un bene che ha una valenza paesaggistica, storica, archeologica, geologica è un sito molto fragile: abbiamo registrato atti di vandalismo, gente che porta via pezzi di marna, graffiti di dubbio gusto, buchi nella scogliera, carotaggi non autorizzati. È un sito fragile - ha spiegato Patronaggio - perché dalla parte sommitale cadono dei massi che mettono in pericolo le persone, ma danneggiano la stessa marna bianca. Vi è un contenzioso fra l’indagato che si ritiene proprietario, senza alcun titolo per la verità di questo sito, e gli enti pubblici e il Demanio».

«Noi riteniamo che un bene che abbia questo valore storico, paesaggistico, geologico - ha aggiunto - debba essere restituito alla mano pubblica. Abbiamo ipotizzato i reati di occupazione abusiva di Demanio, ma anche altri reati perché il possessore di fatto: l’indagato non ha mai tutelato questo bene, né da un punto di vista paesaggistico, né per quanto riguarda la tutela dell’incolumità. Riteniamo che soltanto un custode pubblico possa mettere in essere le misure volte a salvaguardare l’incolumità della gente, solo il custode pubblico può garantire che il sito non venga danneggiato e possa stabilire una ordinata fruizione al pubblico».

Il sindaco di Realmonte, Lillo Zicari, dice: «Pare che si vada nella direzione auspicata dal Comune: affermare che la Scala dei Turchi è pubblica e non appartiene ad un privato». Soddisfatto anche l’assessore regionale all’Ambiente Toto Cordaro: «La decisione della Procura di Agrigento pone fine alla annosa controversia tra il Comune di Realmonte ed il presunto proprietario della Scala dei Turchi. Adesso ci sono tutte le condizioni per elaborare e finanziare un progetto di tutela e, al tempo stesso, regolamentare la fruizione di uno dei tratti di costa più suggestivi dell’isola, coniugando il diritto del visitatore con la conseguente esigenza della salvaguardia dell’area. La strada intrapresa da tempo dal governo regionale - conclude Cordaro - è stata chiara fin dall’inizio: la tutela del bene è prioritaria rispetto ad ogni altra cosa».

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