Domenica, 20 Settembre 2020
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L'INCHIESTA

Falsi invalidi, 73 indagati a Siracusa: medici e patronati in associazione a delinquere

Il tribunale del Riesame di Catania ha accolto il ricorso della Procura di Siracusa, che afferma l’esistenza di una associazione a delinquere composta da medici e dipendenti dei patronati coinvolti nell’inchiesta del febbraio scorso 'Povero Ippocrate' sulle false invalidità. Secondo gli inquirenti, i 73 indagati sedavano i falsi invalidi, li istruivano a simulare patologie, gli procuravano falsi badanti per accompagnarli alle visite, falsificavano gli accertamenti diagnostici ed attestavano false visite in commissione medica con l’obiettivo di far incassare le indennità.

Il Gip di Siracusa aveva però in un primo tempo rigettato la tesi accusatoria della Procura che qualificava l’esistenza di un’associazione per delinquere, spingendo al ricorso i sostituti Tommaso Pagano e Salvatore Grillo, coordinati dal Procuratore Sabrina Gambino. Secondo i giudici etnei, «contrariamente a quanto argomentato dal gip, il sistema illecito di gestione del procedimento per il riconoscimento dell’invalidità civile congegnato dagli indagati trova collocazione univoca in una cornice associativa». E inoltre le indagini dimostrano come «ciascuno dei medici faceva la sua parte, concorrendo al risultato di falsare del tutto il procedimento amministrativo e lucrare l’indebita erogazione della pensione», laddove addirittura l’ente pubblico veniva «occupato e piegato a fini illeciti».

L’indagine si è avvalsa delle riprese dei passaggi di denaro in favore di medici corrotti. Il «sistema», che si serviva dell’appoggio di alcuni patronati, prevedeva che in alcuni casi il falso invalido venisse istruito circa il comportamento da tenere durante la visita di accertamento dei requisiti presso la commissione dell’Inps, in particolare, il candidato alla pensione di invalidità, secondo la Procura, veniva istruito sulle modalità per simulare determinati sintomi e veniva fornito di falsi referti. Le indagini sono state condotte dai carabinieri del Nit della Procura di Siracusa.

 

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