Venerdì, 27 Novembre 2020
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LA SENTENZA

Gestione dei beni confiscati, l'ex giudice Silvana Saguto condannata a 8 anni e 6 mesi

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Silvana Saguto

Otto anni e 6 mesi di reclusione. E' quanto deciso dal Tribunale di Caltanissetta nei confronti dell’ex presidente della Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Palermo Silvana Saguto.

Il magistrato, già radiata dal Csm durante il processo, è stata accusata di avere gestito le nomine degli amministratori giudiziari dei patrimoni sequestrati e confiscati alla mafia utilizzando modi poco cristallini e ortodossi, decidendo le nomine in cambio di favori e denaro.

L’'ex amministratore giudiziario Gaetano Cappellano Seminara, che secondo l’accusa sarebbe stato tra i professionisti del cerchio magico della giudice aggiudicandosi incarichi per milioni, è stato condannato a 7 anni e 6 mesi, il marito dell’ex giudice Saguto, Lorenzo Caramma, che avrebbe avuto illegittimamente da Cappellano consulenze a 6 anni e 2 mesi. L’ex prefetto di Palermo, Francesca Cannizzo, è stata condannata a 3 anni. A un anno e 10 mesi è stato condannato l’avvocato Walter Virga, amministratore giudiziario del patrimonio milionario degli imprenditori Rappa; mentre il docente universitario Carmelo Provenzano ha avuto 6 anni e 10 mesi. Roberto Nicola Santangelo ha avuto 6 anni e 2 mesi. Il figlio di Silvana Saguto Emanuele Caramma, 6 mesi, Roberto Di Maria 2 anni e 8 mesi, Maria Ingrao, 4 anni e 2 mesi, Calogera Manta, 4 anni e 2 mesi, l’ex colonnello della Dia Rosolino Nasca 4 anni. Sono stati assolti il padre della Saguto, Vittorio Pietro
Saguto, accusato di riciclaggio, l’amministratore giudiziario Gabriele Aulo Gigante e Lorenzo Chiaramonte, per anni giudice a latere nel collegio della Saguto che rispondeva di abuso d’ufficio.

«Rispettiamo la decisione del tribunale che è arrivata dopo un lungo dibattimento. In prima battuta e aspettando di leggere bene il dispositivo, noto però che in questo processo per la dottoressa Saguto sono più le assoluzioni che le condanne e che è caduta l’accusa di associazione a delinquere». Così Giuseppe Reina, legale dell’ex presidente della sezione misure di prevenzione del tribunale di Palermo, condannata oggi a 8 anni e 6 mesi a fronte di una richiesta dei pm di 15 anni e 4 mesi, ha commentato la sentenza. "L'unica cosa che mi sento di dire, alla luce delle assoluzioni per diverse contestazioni, - ha aggiunto - è che il quadro indiziario si è fortemente ridimensionato. La trasmissione degli atti per falsa testimonianza per il teste che aveva parlato di una consegna di denaro a casa Saguto ci fa pensare che sia caduta anche questa accusa, dunque che per il tribunale questo episodio non è avvenuto». «In attesa di leggere le motivazioni - ha concluso - posso dire che siamo soddisfatti».

«L'ipotesi accusatoria ha retto solo in parte e vi sono state assoluzioni rispetto a diversi capi di imputazione. C'è stata l’assoluzione in relazione al reato associativo. Comunque leggeremo le motivazioni». Lo ha detto l’avvocato Sergio Monaco, legale dell’ex amministratore giudiziario Gaetano Cappellano Seminara, condannato per corruzione, oggi, dai giudici di Caltanissetta, a 7 anni e 6 mesi nel processo sul cosiddetto sistema Saguto.La procura aveva chiesto per lui 12 anni e 3 mesi.

«C'è una sentenza, finalmente. Parla la sentenza». Così il procuratore aggiunto di Caltanissetta Gabriele Paci ha commentato la condanna a 8 anni e 6 mesi per corruzione e abuso d’ufficio dell’ex presidente della sezione misure di prevenzione di Palermo Silvana Saguto.

Saguto è stata condannata anche a risarcire 500mila euro alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, costituitasi parte civile nel processo. Un risarcimento compreso tra 50mila e 400mila euro in favore della Presidenza del Consiglio dovrà essere versato anche da altri 6 imputati: tra questi il marito della Saguto, Lorenzo Caramma, e l'avvocato Gaetano Cappellano Seminara. Saguto dovrà risarcire con 50mila euro la Regione Siciliana, con 30mila il Comune di Palermo, con 30mila l’università Kore di Enna, tutti parti civili. L'ex giudice - nel corso del processo il Csm l’ha radiata dalla
magistratura - è stata condannata al risarcimento del danno di 10mila euro a titolo di provvisionale anche nei confronti dell’imprenditore palermitano Filippo Rappa verso il quale il collegio presieduto dall’imputata aveva emesso un provvedimento di sequestro di beni.

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