Martedì, 02 Marzo 2021
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SICILIA

Abusi sessuali su minori, inchiesta su un parroco ad Enna. Il vescovo: "Sono offeso con la Procura"

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Enna

Un fascicolo è stato aperto dalla Procura di Enna nei confronti di un parroco, dopo un esposto ed alcune segnalazioni da parte di adolescenti che hanno denunciato presunti abusi sessuali da parte del sacerdote. Sulla vicenda sono in corso indagini da parte degli investigatori della Squadra Mobile che avrebbero già raccolto alcune testimonianze.

Il parroco, che è anche insegnante di religione, avrebbe abusato dei ragazzi, quasi tutti minorenni, che erano impegnati nelle attività dell’oratorio. Altri religiosi sarebbero venuti a conoscenza dei presunti abusi, ma avrebbero taciuto. Episodi analoghi erano stati segnalati anche alla curia di Piazza Armerina, senza ottenere alcun provvedimento se non l'allontanamento momentaneo del sacerdote dalla parrocchia.

Il vescovo di Piazza Armerina, Rosario Gisana, in riferimento al caso del parroco di Enna indagato, ha attivato le procedure previste in caso di segnalazioni di abusi sessuali anche su minorenni. «Con riguardo a casi che sono avvenuti nella mia diocesi - ha sostenuto - io ho sempre attivato la procedura canonica informando le autorità ecclesiastiche». Il vescovo Gisana a proposito del caso del parroco di Enna sul quale la procura ha aperto un fascicolo per violenza sessuale non smentisce che ci siano stati altri casi e altre segnalazioni.

«Sono offeso con la procura che avrebbe dovuto informarmi. Io allo stato attuale non so niente. In realtà non so di chi stiamo parlando», prosegue. Gisana non smentisce, anzi conferma, che ci sono stati anche contatti con il Vaticano, sembra dopo le richieste di chiarimenti sulla scorta di una lettera inviata da una delle vittime a Papa Bergoglio. I parroci, secondo il vescovo di Piazza Armerina, una volta informati dalle giovani presunte vittime, lo avrebbero subito informato. Confermato che il ragazzo che ha scritto al papa, è stato sentito nell’ambito del procedimento avviato dalla diocesi, ma il vescovo smentisce che al giovane e alla famiglia sia stato offerto un risarcimento.

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