Martedì, 18 Maggio 2021
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LA STORIA

Adrano, lascia ospedale dopo 2 mesi in terapia intensiva: "Medici siete valorosi"

"Siete stati meravigliosi e gentili. Mi avete salvato la vita e vi siete presi cura di me. Fate andare avanti la Sicilia" ha detto la 65enne di Adrano

«Siete stati meravigliosi e gentili. Mi avete salvato la vita e vi siete presi cura di me. Fate andare avanti la Sicilia, siete valorosi...!». Sono le parole di una paziente di 65 anni di Adrano, nel catanese, affetta da Coronavirus che ha vinto la sua battaglia contro il Covid-19 e oggi ha lasciato l’ospedale di Biancavilla dopo 68 giorni di ricovero in terapia intensiva. La paziente è stata trattata con terapia off label che combina l’uso dell’antinfiammatorio Baricitinib e dell’antivirale Remdesivir ed è stata sottoposta solo a ventilazione non invasiva.

La procedura di autorizzazione al trattamento off label presso la Terapia Intensiva di Biancavilla è stata avviata il 29 dicembre 2020. Sino ad oggi, sono 17 i pazienti ad essere stati trattati con l’associazione di Baricitinib e Remdesivir. Per 10 pazienti, grazie a questa terapia, non è stata mai necessaria la ventilazione invasiva. Attualmente i pazienti ricoverati presso la Terapia Intensiva del «Maria SS.ma Addolorata» di Biancavilla, in provincia di Catania, affetti da Covid-19, sono 7 di cui 2 intubati. La sua non è una storia isolata. Prima di lei è stato dimesso un uomo, di 50 anni, dopo 42 giorni di degenza.

La procedura di autorizzazione a questo trattamento è stata avviata il 29 dicembre 2020 dal precedente direttore dell’Unità Operativa, Pietro Ciadamidaro.

"Voglio ringraziare il direttore generale, Maurizio Lanza, e il direttore sanitario, Antonino Rapisarda, per la loro attenzione e la fiducia nei nostri confronti - dice Antonio Magrì, responsabile dell’Uoc di Anestesia e Rianimazione -. Insieme a Ciadamidaro hanno dotato il nostro servizio di una ulteriore possibilità di cura dei pazienti con Covid. Un plauso rivolgo agli infermieri e agli operatori socio-sanitari del reparto che con amorevole attenzione, professionalità e dedizione si prendono cura di tutti i pazienti ricoverati, e ai colleghi rianimatori che nonostante le difficoltà assicurano il loro impegno in prima linea e senza soste" Sino ad oggi, sono 17 i pazienti ad essere stati trattati con l'associazione di Baricitinib e Remdesivir. Per 10 pazienti, grazie a questa terapia, non è stata mai necessaria la ventilazione invasiva.

"La terapia è promettente - conclude Magrì -. Dai dati in nostro possesso possiamo, anche noi, confermare migliori tempi di recupero per i pazienti, e la riduzione delle giornate di degenza media, dell’indice di mortalità e del rischio di intubazione per quei pazienti sottoposti a ventilazione non invasiva. Attenzione, però, a non abbassare la guardia contro il Covid». Attualmente i pazienti ricoverati presso la Terapia Intensiva del «Maria SS.ma Addolorata» affetti da Covid-19, sono 7 di cui 2 intubati.

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