Lunedì, 14 Giugno 2021
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IL COMMENTO

Il ritorno in libertà di Brusca, le armi di una guerra contro la ferocia

di
Giovanni Brusca, Sicilia, Cronaca
Giovanni Brusca

La “logica” di uno Stato che ha consentito a un criminale come Giovanni Brusca di tornare in libertà dopo 25 anni di carcere per aver commesso più di cento omicidi, è la medesima “logica” che ha portato lo stesso Stato a far marcire in galera il quasi novantenne Totò Riina, aggredito negli ultimi tempi della sua vita da un cancro. Nessuna concessione al “capo dei capi” malgrado le reiterate richieste di riconoscimento degli arresti domiciliari avanzate dai suoi avvocati. Insomma, chi si “pente” gode di un trattamento premiale, chi resta ancorato a Cosa nostra nulla deve aspettarsi.
È l’architettura voluta da Giovanni Falcone, il primo a comprendere - raccogliendo i segreti di Tommaso Buscetta - quanto fossero indispensabili i collaboratori di giustizia per scardinare il muro dell’omertà mafiosa, ricostruire fatti e assegnare responsabilità. Architettura complessa: benefici e protezione, familiari compresi, per chi aiuta lo Stato; “carcere duro” - il famigerato “41 bis” che tanto paura ha fatto e fa ai boss - per chi non collabora.

I pentiti, dunque, come male necessario. Certo, non si può non comprenderlo, altra cosa è accettare l’idea che uno come Giovanni Brusca - cento omicidi e passa, strage di Capaci e attentato a Rocco Chinnici, un bambino sciolto nell’acido - possa tornare libero dopo 25 anni, per di più valutando il «complesso percorso» della sua collaborazione con la giustizia, come rilevato da Maria Falcone, e la possibilità che custodisca ancora chissà quali segreti. E sarà perché schiere di mafiosi, ‘ndranghetisti e camorristi si ostinano a tacere, che correzioni di rotta rispetto all’ergastolo ostativo, malgrado le sollecitazioni della Consulta, appaiono ardue e divisive.
«La mafia è un fenomeno umano e come tutti i fenomeni umani ha un principio, una sua evoluzione e avrà quindi una fine», sosteneva Giovanni Falcone. I collaboratori uno strumento per scardinarla. E tuttavia non ci sarebbe dispiaciuto vivere in un Paese in cui organi inquirenti e investigativi potessero fare a meno del prezioso sostegno di un esercito di assassini, molti dei quali niente affatto folgorati sulla via di Damasco.

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