Sabato, 25 Settembre 2021
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DOPO I ROGHI

Incendi a Catania, 170 interventi: impiegati 300 uomini. Musumeci: “Si deve prevenire”

Restano ancora 56 richieste da fronteggiare

Vigili del fuoco del Comando provinciale di Catania - con il supporto dei colleghi degli altri comandi - ancora a lavoro nella città maggiormente colpita dagli incendi nelle ultime 48 ore. Sono impegnati a spegnere gli ultimi focolai e a mettere in sicurezza le zone periferiche e di villeggiatura della città. Dall’inizio dell’emergenza, venerdì, sono stati complessivamente 170 gli interventi fatti dai pompieri con gli incendi più pericolosi domati in via Palermo, via Fossa della Creta, a ridosso dell’aeroporto Fontanarossa, nello stabilimento balneare della Plaia, "Le Capannine" andato completamente distrutto, nei villaggi "Azzurro" e "Primosole" (dove sono state messe in salvo 150 persone, ndr) e in diversi comuni della provincia. Nelle ultime 12 ore - fanno sapere dal Comando provinciale etneo - sono 12 gli interventi eseguiti, 56 le richieste ancora da espletare. Il numero di squadre impegnate dall’inizio dell’emergenza, quindi totale del personale è di 56 squadre (14- 15 a turno) per un totale di circa 300 uomini

Musumeci affronta l'emergenza

"Il presidente della Regione evita di fare speculazioni di cui in questo momento non si sente assolutamente il bisogno. Più che parole, servono atti e azioni concrete. Dichiariamo lo stato di emergenza sperando che Roma possa intervenire finanziariamente per ristorare in parte i danni delle aziende private. Nel frattempo ognuno dovrebbe fare la propria parte, a cominciare dai cittadini". Lo ha detto, in un’intervista al quotidiano Repubblica, il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci. "In che modo i cittadini potrebbero fare la loro parte? Con la prevenzione. Chi ha un pezzo di terreno, al massimo entro il mese di maggio, deve attrezzarsi affinché si possa realizzare il viale tagliafuoco. Si tratta di un costo minimo di una decina di migliaia di euro e serve ad arginare e contenere il diffondersi dell’incendio. Inoltre due anni fa avevo chiesto agli stabilimenti balneari di viale Africa di realizzare delle bocche per le prese d’acqua: invece siamo sempre convinti che il danno e la calamità accadano sempre da un’altra parte e non a casa nostra. Spero che questa grandissima lezione possa servire". Una lezione che serve anche a chi oggi ha perso la casa o un’intera attività? "Per queste persone esprimiamo grande solidarietà e diciamo che stiamo attivando tutto quello che è possibile per capire se le norme vigenti ci consentono di intervenire. Naturalmente la Protezione civile nazionale deve dettarci le linee generali".

Catania, carenza di mezzi?

"La Regione per la prima volta si è dotata di una flotta area, in totale sono sette mezzi. Abbiamo nel frattempo dotato la nostra Forestale e le forze antincendio di droni. Siamo convinti che si possa fare di più per introdurre nuovi strumenti che permettano di intercettare il fumo già all’inizio dell’incendio, per evitare che possa divampare, allargarsi e creare danni maggiori. Tutto quello che possiamo fare lo stiamo già facendo". "Ci sono decine di delinquenti - ha concluso Musumeci - che si divertono a creare terrorismo e migliaia di cittadini che, anziché curare la prevenzione, piangono sul latte versato".

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