Giovedì, 29 Settembre 2022
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L'INCHIESTA

Voto di scambio a Palermo, arrestato Salvatore Ferrigno: era candidato alle regionali nel centrodestra

Appena ieri l’arresto di una candidata di Fratelli d’Italia a Catania per corruzione. Un altro candidato alle regionali siciliane arrestato quasi alla vigilia del voto del 25 settembre

Un altro candidato alle regionali siciliane arrestato quasi alla vigilia del voto del 25 settembre. Si tratta di Salvatore Ferrigno, 62 anni, nella lista dei Popolari autonomisti dell’ex governatore Raffaele Lombardo, della coalizione di centrodestra. Appena ieri l’arresto di una candidata di Fratelli d’Italia a Catania per corruzione. A Ferrigno, arrestato di carabinieri del Nucleo investigativo, coordinati dalla Dda, contestati i reati di voto di scambio elettorale politico-mafioso. In manette anche il boss Giuseppe Lo Duca e la presunta "mediatrice" tra il candidato il capomafia, Piera Lo Iacono.

Nel presunto patto siglato tra il candidato all’Ars per i Popolari Autonomisti Salvatore Ferrigno, arrestato per voto di scambio politico-mafioso, e il boss di Carini Giuseppe Lo Duca c'era anche una somma di denaro. I due si erano accordati inizialmente su 20mila euro per ognuno di quattro paesi del palermitano in cui il mafioso avrebbe dovuto sostenere l’aspirante deputato regionale, poi la somma era scesa a 5mila.

E' uno dei particolari che emerge dall’inchiesta della Dda di Palermo e dei Carabinieri che oggi ha portato all’arresto di Ferrigno Lo Duca e di una presunta intermediaria che avrebbe favorito l’incontro tra i due. Lo Duca, figlio di un capomafia, è libero dopo aver scontato una condanna per associazione mafiosa.

Chi è Salvatore Ferrigno

Broker assicurativo a Filadelfia, nel 2008, lo aveva voluto con sè l’allora governatore Raffaele Lombardo, con l’incarico di consulente per i rapporti tra la Regione e i siciliani all’estero. E adesso nella lista dell’ex presidente, Popolari e autonomisti, era in corsa pe runo scranno all’Assemblea regionale siciliana. «Il problema più grave che l’Italia si trova oggi ad affrontare - diceva allora alla testata - è l’assoluta impreparazione nell’affrontare il problema dell’immigrazione clandestina che insieme all’esagerata burocrazia e ad una classe politica sempre più improvvisata, impreparata e spesso anche corrotta è incapace a dare risposta alle necessità degli Italiani sia in Italia che all’estero». Secondo lui si tratta soprattutto di «aiutare economicamente i nostri giovani sia che essi vivano all’estero che in Italia.

Il nostro stato deve investire di più sulla formazione come anche sulla ricerca per avere le nostre future generazioni in grado di competere nel mondo». «Il cambiamento è adesso. Coraggio, cominciamo», «Per la difesa e il riscatto della nostra terra», erano adesso gli slogan della campagna di Ferrigno che avrebbe, secondo chi indaga, dato soldi al boss Giuseppe Lo Duca, in cambio di un impegno per raccogliere voti. Ma sin da allora, da tempi di quella intervista, ammetteva: «Negli ultimi anni il nostro modo di fare politica si è molto degradato e ha portato in parlamento persone perfettamente ignoranti che hanno solo dato prova della loro impreparazione, inesperienza e assenza di responsabilità che ci ha fatto indignare e vergognare agli occhi del mondo intero».

«Sono Salvatore Ferrigno e vivo a Filadelfia, negli Stati Uniti dal 1983. Sin dal mio arrivo mi sono sempre occupato delle vicissitudini e delle istanze dei nostri connazionali all’estero. Ho deciso di candidarmi per continuare quel percorso politico a favore degli italiani che ho iniziato già parecchi anni fà». Così affermava a un giornale - La voce di New York - nel febbraio 2018 quando aveva tentato la rielezioni con la lista Maie. Con il sogno dichiarato di essere come Marco Polo: «Perchè con i suoi viaggi e le sue esperienze lontano dall’Italia ha arricchito la conoscenza e la cultura Italiana del suo tempo in patria». Originario di Carini, 62 anni, l’aspirante deputato regionale, e arrestato oggi, a 48 ore dal voto, dai carabinieri di Palermo per scambio elettorale politico-mafioso, insieme a un boss e una 'intermediarià, nel 2003 è stato fra i fondatori dell’Associazione Azzurri nel Mondo of California e nel 2006 è stato eletto parlamentare nazionale con FI nella circoscrizione estera per il Nord e Centro America, divenendo componente della commissione Difesa della Camera.

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