Martedì, 02 Marzo 2021
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L'INTERVISTA

Teatro a Siracusa, la Fondazione Inda: "Ci siamo 'reinventati', e questo è soltanto l’inizio..."

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Una stagione 2021 di almeno 5 o 6 mesi; dirette streaming di alcuni spettacoli e un riconoscimento del ministero per l’Accademia del teatro antico. Il consigliere delegato della Fondazione Inda, Marina Valensise – giornalista, già direttrice dell’Istituto italiano di cultura di Parigi, amate radici calabresi, all’attivo cinque libri e il Premio Mondello 2013 per la narrativa di viaggio con “Il sole sorge a Sud” (Marsilio) – è stata nominata nel febbraio scorso dal ministro Dario Franceschini, ed in pochi mesi ha affrontato un’impensabile, e inedita, emergenza sanitaria, reinventato una stagione e sta pensando ad una ripresa che possa segnare nuovi record. Ma non soltanto. Si punta ad un nuovo modo di proporre gli spettacoli classici che dal 1914 l’Istituto nazionale del dramma antico propone nella location unica del teatro greco di Siracusa.

«Siamo qui per governare un Istituto centenario. Sto facendo delle riflessioni che poi dovranno essere sottoposte all’approvazione del Cda – spiega Valensise –. L’aumento delle repliche, l’aumento degli spettacoli, ci sono tante idee che devono tradursi in una nuova stagione».

L’Inda ha avuto la capacità di reiventarsi ed i risultati stanno arrivando...

«Nonostante le difficoltà e la novità di questa stagione speciale posso trarre un bilancio più che positivo, con un’ottima risposta di pubblico: gli spettacoli sono tutti esauriti. Nonostante le limitazioni dovute al distanziamento abbiamo registrato un enorme seguito anche da remoto. Per la prima volta abbiamo acquisito un partner come Tim che permette di vedere gli spettacoli in diretta e in differita. Dai primi report dei tecnici mi dicono che abbiamo avuto decine di migliaia di persone e l’estensione geografica è entusiasmante: dall’Australia all’Argentina, dall’Alaska alla Nuova Zelanda, dalla Cina all’Ucraina, dalla Bulgaria alla Grecia, dalla Finlandia al Portogallo. Mi sembra che abbiamo raggiunto in pieno l’obiettivo che il cda si era prefissato: il Teatro greco per la prima volta è entrato nelle case di tutti gli spettatori del mondo aprendosi ad una platea universale e questo è il dato che ci ripaga di tante difficoltà che abbiamo avuto».

Per essere un ripiego, l’Inda ha allestito un cartellone notevole...

«Non è stato facile creare un programma così complesso in poco tempo. Voglio dire che è stato pensato nella sua coerenza, non c’è niente di improvvisato. Da Piovani a Mircea Cantor, abbiamo scandito gli appuntamenti secondo un’impostazione voluta: dar voce ad artisti contemporanei che si cimentassero per la prima volta con i temi del teatro classico con rielaborazionI di autori del 900. Tutto esaurito al teatro e migliaia di spettatori nelle dirette nelle differite».

La stagione 2021 partirà dalla stagione 2020?

«Chi mi ha preceduto aveva stabilito la 56esima edizione: Baccanti, con la regia di Carlos Padrissa, Ifigenia in Tauride, messa in scena da Jacopo Gassman, e la commedia di Aristofan, Le Nuvole, con Luca e Paolo e la regia di Antonio Calenda. Scenografi e costumisti erano già al lavoro ma abbiamo dovuto rinviare tutto al prossimo anno. La validità dei biglietti è stata estesa alla prossima stagione. Ma visto il successo di questa stagione speciale che si è celebrata oltre la primavera portandoci nei mesi di luglio e agosto stiamo valutando la possibilità di ricompensare, se ci saranno le condizioni rispetto all’emergenza sanitaria e al bilancio, di recuperare il tempo perduto ampliando la stagione del 2021. Stiamo registrando un’altissima attenzione da parte del pubblico: abbiamo offerto una prospettiva rovesciata. In una delle conversazioni all’Orecchio di Dionisio, il nostro ospite Moni Ovadia ha detto che Siracusa da 2500 anni fa teatro popolare ed è auspicabile che la stagione si dilati, venga estesa in termini temporali, magari da aprile a settembre. Per noi è un auspicio e un incoraggiamento».

L’Inda guarda sempre ai numeri: il 70 per cento del bilancio arriva da ricavi. Quest’anno?

«Intanto abbiamo inventato il mecenate, o sarebbe meglio dire lo abbiamo reintrodotto. La generosità di alcuni, che hanno comprato i biglietti per favorire un gesto di solidarietà sociale. I primi biglietti sono stati donati all’Asp perché fosse il personale medico infermieristico ad assistere allo spettacolo. L’anno scorso abbiamo avuto 160 mila spettatori ed entrate per 4 milioni e mezzo di euro. Abbiamo la forza in termini finanziari per affrontare con serenità anche una situazione disastrosa come quella di oggi, che ha visto diminuire di più del 95 per cento gli incassi. Anche se le maestranze sono state penalizzate. Ma con una gestione oculata stiamo cercando di limitare i danni e rilanciare per una stagione ancora più grande».

I ragazzi dell’Accademia sono stati penalizzati per la mancata partecipazione sul palco.

«La nostra Accademia è un fiore all’occhiello. Abbiamo continuato le attività didattiche online per allievi e spettatori. Abbiamo avuto lezioni meravigliose con grandi protagonisti, da Guido Paduano a Moni Ovadia, da Davide Livermore alla nostra Margherita Rubino. Abbiamo voluto coinvolgere gli allievi per partecipare alla performance concepita per Inda da Mircea Cantor, immaginando un rituale per rappresentare la rinascita dopo la pandemia. Un’anteprima mondiale che chiuderà il nostro programma “Inda 2020 Per voci sole”. Dopo decenni di attività per l’Accademia stiamo lavorando per uno statuto riconosciuto dal ministero e nei prossimi mesi ci saranno diverse novità».

Perché a Siracusa il nuovo e il millenario si uniscono in modo unico.

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