Venerdì, 22 Novembre 2019
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TRASPORTI

Caro voli in Sicilia, il governo valuta le tariffe sociali per frenare i prezzi

governo, trasporti, Sicilia, Economia
Foto d'archivio

Provare a introdurre delle "tariffe sociali" per calimierare i prezzi dei voli da e per la Sicilia. Sembra essere questa la soluzione al problema del "caro voli" che sta colpendo chi deve spotarsi dalla Sicilia o verso l'Isola. I voli, infatti, in questo periodo hanno raggiunto prezzi esorbitanti con il Palermo-Roma andata e ritorno venduto anche a 700 euro, quasi quanto un Roma-New York. Un'impennata di prezzi che ha messo in allarme pendolari, studenti fuori sede, viaggiatori e professionisti per i disagi che si stanno creando. In molti, infatti, potrebbero rinunciare a tornare, ad esempio, per le vacanze natalizie con costi del genere, oppure potrebbero scegliere un mezzo meno veloce come il treno che però avrebbe l'effetto di ridurre i giorni di vacanza.

Il governo sembra aver raccolto il grido di allarme e punta a trovare delle soluzioni. Così ha detto oggi il vice ministro per le Infrastrutture Giancarlo Cancelleri, che ha parlato della possibilità di introduzione di una tariffazione sociale con un emendamento del governo o parlamentare alla manovra. «Il nostro obiettivo è riuscire a inserire le tariffe sociali da e per la Sicilia nella legge di bilancio».

«Sul rincaro delle tariffe aeree dalla Sicilia verso le altre regioni ci sono responsabilità da parte di tutti: un biglietto da Palermo a Roma a 400 euro è scandaloso, vergognoso e inaccettabile. Solo con le lamentele non si risolve nulla, noi stiamo lavorando alle soluzioni. Spero che la tariffazione sociale arrivi entro Natale». Ha detto Cancelleri che poi ha continuato: «Ho già incontrato i vertici dell’Enac sul problema del rincaro delle tariffe aeree dalla Sicilia; la prossima settimana incontrerò i dirigenti di Vueling, per capire i motivi per cui ha deciso di cancellare il volo Palermo-Roma, e quelli di Alitalia. Le tratte Catania-Roma e Palermo-Roma sono quelle col maggior numero di passeggeri in Italia, per cui stiamo approfondendo i motivi di quanto sta accadendo sulle tariffe», ha detto Cancelleri.

Un tema che sta a cuore in modo trasversale ai tanti parlamentari eletti in Sicilia pronti a fare squadra in Parlamento. Probabile che l’emendamento sia presentato già in Senato, il problema sono le risorse da appostare: si va dai 20 ai 100 milioni di euro.

Cancelleri ha bacchettato anche la Regione Siciliana sul tema trasporto aereo: «La Regione siciliana non ha chiesto la continuità territoriale per Palermo e Catania, è il motivo per cui i due scali non rientrano nelle agevolazioni», ha detto Cancelleri che ha spiegato che la continuità territoriale riguarda al momento le isole minori, mentre per Trapani e Comiso (per entrambi un fondo di 50 mln di euro) si aspetta il via libera della commissione Ue; ma anche per quest’ultimo caso il vice ministro tira le orecchie alla Regione: «Ha presentato in ritardo la richiesta». «Se la Regione presentasse la richiesta anche per Palermo e Catania il ministero si attiverebbe immediatamente», ha assicurato Cancelleri. «Lunedì mattina sul tavolo del ministero ci sarà il formale documento della Regione siciliana che ufficializzerà la richiesta di continuità territoriale per gli aeroporti di Palermo e Catania», replica l’assessore ai Trasporti Marco Falcone. In attesa dei provvedimenti, l’Ance Sicilia si rivolge all’Autorità garante della concorrenza e del mercato affinché «avvii un’istruttoria per verificare eventuali violazioni delle norme nella situazione creatasi sulle principali tratte di collegamento aereo da e per la Sicilia dopo l’improvviso ritiro di Vueling e l’impennata delle tariffe praticate dagli unici due vettori rimasti operativi su Roma e Milano».

Intanto, l’Ance Sicilia si rivolge all’Autorità garante della concorrenza e del mercato affinchè avvii un’istruttoria per verificare eventuali violazioni delle norme nella situazione creatasi sulle principali tratte di collegamento aereo da e per la Sicilia dopo l’improvviso ritiro di Vueling e l’impennata delle tariffe praticate dagli unici due vettori rimasti operativi su Roma e Milano. «Perchè questo fenomeno, che sta riguardando solo la Sicilia, se non è un cartello di fatto - osserva Santo Cutrone, presidente di Ance Sicilia - voluto o meno, è sicuramente una azzardata speculazione non giustificabile nè dal mercato nè da motivi tecnici o congiunture esterne». L’Ance Sicilia chiede anche l’intervento dell’Enac, della ministra dei Trasporti Paola De Micheli e della Regione, per una verifica dei costi degli slot e dei servizi aeroportuali praticati in Sicilia e per concordare le iniziative necessarie a favorire una sana concorrenza e un’apertura a più vettori possibile di queste rotte altamente frequentate e di vitale importanza per la vita e il lavoro dei siciliani. Insomma, si tratta di individuare meccanismi capaci di calmierare queste «turbolenze di mercato». Infatti, evidenzia l’Ance Sicilia, l’improvviso caro-tariffe aeree non è tanto un problema limitato alle vacanze di Natale e Capodanno, ma è in realtà «un danno stimabile in 10 mila euro l’anno per ciascun giovane siciliano che studia in università del Centro-Nord, per ogni giovane startupper che deve girare per proporre le proprie idee e cercare finanziatori, per ogni imprenditore che non può programmare la partenza sei mesi prima a caccia del biglietto in promozione, per ogni operatore che ha già pianificato ingenti spese per partecipare a missioni all’estero e che si ritrova d’un tratto un maggiore costo non previsto».

Anche "il Codacons sostiene l’introduzione della tariffa sociale contro il 'caro tariffè dei collegamenti aerei dalla Sicilia, annunciata dal vice ministro alle Infrastrutture, Giancarlo Cancelleri". Così il segretario nazionale, Francesco Tanasi, che spiega: "Proprio ieri la nostra associazione ha presentato un esposto alle Procure di Palermo e Catania denunciando i prezzi stellari dei voli che partono dalla Sicilia. Le tariffe eccessive, che spesso superano 500 euro a biglietto in concomitanza con le principali festività, rappresentano una violenza nei confronti dei cittadini siciliani, letteralmente imprigionati nella regione considerato che il trasporto aereo è l'unico mezzo di collegamento di cui può servirsi un siciliano in assenza di tutte le altre infrastrutture". "Per tale motivo devono essere imposte sull'isola tariffe calmierate, che garantiscano ai cittadini la libertà di circolazione prevista dalla nostra Costituzione ed evitino quello che appare a tutti gli effetti un sequestro di persona a danno di chi risiede in Sicilia", conclude Tanasi.

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