Domenica, 03 Luglio 2022
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LA DENUNCIA

Federalberghi: "Mancano lavoratori, intervenire su cuneo e reddito di cittadinanza"

Continuano a fioccare i buoni risultati del turismo italiano, ma stavolta si tratta di buone performance non sui terribili risultati del 2020 e del 2021, ma su quelli del 2019. A dirlo un’indagine di Federalberghi, Nexi e Zucchetti che fotografa le presenze e le spese dei turisti negli hotel e le destinazioni preferite e che è stata presentata in occasione della giunta degli albergatori in corso a Procida, capitale italiana della Cultura 2022. Per maggio si registra un solido +33,4% sul 2019, risultato del +13,5% delle presenze italiane e del +45,8% di quelle straniere.

Una decisa crescita rispetto a quanto registrato in aprile, quando le presenze dei turisti negli alberghi italiani sono aumentate del 10,5% rispetto al 2019, ma con gli stranieri che hanno fatto segnare una diminuzione del 26,3%. Da sottolineare però che nel periodo gennaio-maggio 2022 non sono ancora ritornate ai livelli pre pandemia (sono in calo del 3,1% per gli italiani e del 6,8% per gli stranieri rispetto al 2019), ma la strada non sembra più così «impraticabile» come era negli ultimi due anni. «C'è una ripresa inaspettata del turismo sui numeri, eravamo certi che dopo due anni di prigionia ci sarebbe stata una ripresa, ma non con questi numeri» dice fiero il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca, augurandosi che non si tratti di un fuoco di paglia.

«Questo - spiega - è dovuto a una grossa affluenza del turismo americano: gli statunitensi hanno ricominciato a viaggiare, amano l’Italia e sono tornati in Italia. Ma la cosa che ci rende più fieri - sottolinea - è il pubblico italiano. L’anno scorso noi abbiamo salvato la stagione grazie al turismo italiano ovvero gli italiani sono rimasti in Italia perché non potevano viaggiare. Siamo orgogliosi di dire che quest’anno che i connazionali possono viaggiare, stanno rimanendo in Italia comunque e continuano a fare le vacanze entro i confini nazionali». Il turismo balneare dell’estate 2022 coinvolgerà praticamente tutta l’Italia: tra le destinazioni più gettonate spiccano le spiagge venete (index number = 100), la riviera romagnola (98), la Costa degli Etruschi (78), la Costa Smeralda (65), il Salento (56), ma anche l’Isola d’Elba (28), la Costiera Amalfitana (28), la costa settentrionale della Sicilia (25) e la Maremma Toscana Sud (24). Per numero di ricerche effettuate, infine, quest’anno sono i cittadini degli States quelli più interessati a fare vacanze italiane. Molto forte anche il tema della cronica mancanza di lavoratori. «E' un controsenso che noi abbiamo un Paese che ha il 10% di tasso di disoccupazione e non si trova personale da nessuna parte, ne abbiamo discusso anche oggi in giunta. C'è qualcosa che non funziona, non è solamente il reddito di cittadinanza, ma bisogna trovare una soluzione al più presto" dice Bocca. Secondo il presidente degli albergatori nel settore non c'è un problema di stipendi bassi, ma di costo azienda: «Per dare 1.000 euro netti a un lavoratore - spiega stizzito - il costo per l’azienda è di 30 mila. Non è possibile. Bisogna intervenire pesantemente sul cuneo fiscale, cioè bisogna mettere più soldi in tasca ai lavoratori senza aumentare i costi del lavoro per l’azienda, e almeno detassare gli straordinari, detassare alcune parti dello stipendio per chi ha voglia di lavorare». Buone notizie anche da Bankitalia secondo cui è in risalita la spesa dei turisti stranieri in Italia: nel primo trimestre dell’anno supera il 2020, periodo in cui esplose la crisi Covid ma resta ancora indietro rispetto ai livelli del 2019. Secondo quanto si ricava dalle tabelle della Banca d’Italia ammonta a 5,1 miliardi contro 1,2 dello stesso periodo del 2021 e 4,3 del primo trimestre 2020.

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