Giovedì, 01 Ottobre 2020
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L'INTERVISTA

La Regione Siciliana approva la Finanziaria, Armao: "Manovra senza precedenti"

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Gaetano Armao

Via libera alla Finanziaria da 1,5 miliardi di euro in Sicilia. I deputati dell’Ars hanno votato il documento con 33 voti a favore e dopo una discussione partita martedì e che ha avuto momenti di tensione nei giorni scorsi. L'assessore al Bilancio, Gaetano Armao, presenta l'importante traguardo economico.

Assessore, una finanziaria da 1,5 miliardi da recuperare attraverso la trattativa con lo Stato. A che punto siamo?
"Una manovra imponente, priva di precedenti. Un bilancio da oltre 22 miliardi euro, 60 miliardi nel triennio; 1,5 miliardi destinati a interventi per famiglie, imprese, comuni, categorie produttive, per far fronte alla gravissima crisi economica e sociale determinata dalla pandemia. Una straordinaria iniezione di liquidità che intanto consentirà di uscire dalla spesa in dodicesimi per dare ristoro a chi più è stato colpito dalla crisi e respiro all'economia dell'Isola. Mentre il negoziato con lo Stato, è già stato avviato sia con il Ministero dell'economia che con quello del Sud sui fondi extraregionali (Poc) ed entrerà nel vivo nei prossimi giorni".

Se tra fondi Poc e contributo alla finanza pubblica dovessero arrivare meno fondi di quelli previsti nella manovra economica, che succederà?
"Lo Stato ha ottenuto dall'Europa grandi opportunità: sottoscrizione del debito pubblico, sforamento dei vincoli sul deficit, riprogrammazione dei fondi europei sarebbe irragionevole che non consentisse eguali opportunità alle Regioni, a partire dalla Sicilia che contribuisce con oltre 1 miliardo al concorso alla finanza pubblica. Siamo stati la prima regione a chiederne l'azzeramento e adesso tutte le altre autonomie speciali sono su questa posizione".

Realisticamente in quali tempi, se può indicare una data approssimativa, imprese, famiglie e categorie produttive potranno beneficiare delle risorse promesse? I ritardi sulla Cigd non sono incoraggianti.
"Le risorse di bilancio, oltre 20 miliardi, sono immediatamente disponibili. Quelle della legge di stabilità lo saranno in tempi brevissimi. Già da ieri sono al lavoro le strutture dell'Assessorato per garantire il pieno impiego delle risorse e la massima riduzione dei tempi, gli interventi finanziari attraverso Irfis, Ircac e Crias, questi ultimi ormai pronti alla concentrazione in Irca, consentiranno maggiore celerità".

I progetti finanziati con i fondi europei assorbiti dall'emergenza sono confermati o subiranno un rallentamento?
"I fondi per la Sicilia, nella riprogrammazione con il Ministero, troveranno un'accelerazione imposta dall'esigenza di affrontare una crisi senza precedenti. Quando è iniziata il sud ancora doveva recuperare 13 punti di Pil rispetto al 2008, e nell'ultimo decennio si è fatto poco per invertire la tendenza al livello centrale. Adesso la crisi si acuisce e per questo è necessario intervenire con ingenti iniezioni finanziarie, anche a fondo perduto in favore di famiglie ed imprese. Le misure varate a supporto delle imprese per oltre 500 milioni, i cento milioni per ristrutturazioni edilizie pubbliche e private, i venti milioni per i confidi, le risorse per il turismo ed i giovani, attraverso la misura “resto in Sicilia”, vanno in questo senso".

Sul versante politico esiste una nuova maggioranza puntellata dai collaborazionisti dei Cinquestelle?
"La disponibilità al confronto delle opposizioni, ed i particolare di molti parlamentari del M5S, ha risposto all'appello lanciato dall'on. Musumeci per una manovra di emergenza incentrata su responsabilità ed equilibrio. Ed è questa collaborazione istituzionale ha animato gran parte del dibattito parlamentare. In momenti cruciali per la storia della nostra terra occorre superare steccati ed assicurare lo sforzo comune".

Condivide la sfuriata di Musumeci contro Sammartino?
"Quel che penso di negativo del voto segreto lo dicono i miei scritti. Il presidente Musumeci ha chiesto da tempo su questo tema un chiarimento politico al Parlamento che, al di là di singoli episodi, è divenuto ineludibile. Il voto segreto nelle democrazie europee è istituto di garanzia, tuttavia se esercitato su decisioni di bilancio diventa un escamotage per negoziare su tutto, e questo non rende trasparenti le decisioni e stona in tempo di emergenza. Tutto qua".

Nei mesi scorsi il presidente Miccichè aveva chiesto le sue dimissioni. Crisi superata?
"Le dinamiche interne dei partiti vivono momenti di confronto su visioni e strategie. Ma oggi tutto è cambiato. Dobbiamo affrontare, unendo le forze, una crisi senza precedenti. Le gestione parlamentare della manovra ci ha visti lavorare in assoluta sintonia, con l'obiettivo di offrire alla Sicilia uno strumento essenziale per affrontare la crisi, ed il gruppo di Forza Italia è stato protagonista per importanti proposte. Il presidente Berlusconi, artefice della coalizione che ha condotto alla formazione del Governo Musumeci, ha più volte chiarito che la fase di emergenza economica si può superare soltanto con una forte convergenza di energie. Ed in questo senso ritengo si debba procedere".

Lei è un fervente sostenitore dell'autonomia. Qual è lo snodo per dare slancio alle prerogative dello Statuto siciliano e quali mosse il governo regionale farà in questa direzione?
"La linea del Governo Musumeci in proposito è stata chiarissima: non chiediamo mance, né assistenza. Chiediamo ciò che è dovuto ai siciliani e che spetta sulla base dello Statuto. Senza estremismi o piagnistei nessun cedimento sui diritti. Il negoziato sull'attuazione delle norme finanziarie, avviato già nell'agosto 2018 ed ancora in itinere per esigenze del Mef, proseguirà in un rapporto istituzionale e di leale collaborazione".

Come mai la replica finale sulla finanziaria all'Ars è stata affidata all'assessore Razza e non a lei?

"Dopo aver condotto l'esame della manovra per quattro giorni, per la replica sulle dichiarazioni finali ero impegnato nel delicato incontro delle regioni speciali con il ministro Boccia ed i Viceministri Castelli e Misiani e quindi ho concordato l'assessore Razza il suo intervento. Terminato l'incontro ho raggiunto l'Aula ed ascoltato con piacere il discorso del collega ed amico, al quale oggi va tutta la mia solidarietà per l'intimidazione subita".

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