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PALERMO

Giro d'Italia, la Sicilia diventa "capitale del ciclismo": Nibali a caccia del tris

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Vincenzo Nibali

La Sicilia si colora di rosa e diventa capitale mondiale di un ciclismo che la pandemia ha costretto a rimodulare su abitudini, impegni e calendario. Occhi puntati su Vincenzo Nibali da Messina, sul fratello Antonio, ma anche su Giovanni Visconti, che è nato a Torino, ma è palermitano di Mezzo Monreale. Ma ci sono anche Filippo Fiorelli, giovane corridore nato a Palermo, ma a tutti gli effetti di Ficarazzi, comune alle porte del capoluogo, e Salvatore Puccio, originario di Menfi, in provincia di Agrigento, da dove domenica passerà la carovana.

La sfida per il successo finale coinvolgerà solo uno dei cinque 'profeti in patria': lo 'Squalo' Nibali, che va a caccia del tris, dopo i successi datati 2013 e 2016. Non mancano le riserve sulla tenuta dello 'Squalo', che è al primo anno nella Trek e che negli ultimi tempi ha dimostrato di essere più un uomo da corse di un giorno che da grandi giri. Lo stesso Nibali, in conferenza stampa, si è come defilato, affibbiando ad altri l'incombenza del pronostico.

"Ci saranno 65 chilometri di cronometro - dice - pertanto Thomas sarà il rivale n.1. Però, attenti anche al mio ex compagno di squadra Jakob Fuglsang e all’olandese Steven Kruijswijk. Sono curioso, e anche un pò preoccupato, per le tappe di montagna, in particolare per le temperature di questo Giro inusuale. In ogni caso, partire per la terza volta dalla 'mia' Sicilia sarà una grande emozione. Si arriverà presso Messina, a Villafranca Tirrena: saluterò tanti amici e parenti, compatibilmente con le restrizioni per il virus".

È cominciata a fari spenti la sfida fra Nibali e Geraint Thomas, gallese di Cardiff, 34 anni, vincitore del Tour de France 2018, che avrà il compito di regalare alla Ineos la prima grande corsa a tappe della stagione, dopo il fallimento nell’ultima Grande Boucle. Thomas, delle tre partecipazioni alla corsa rosa, solo una volta è partito tra i favoriti: nel 2017, l'anno del trionfo di Tom Dumoulin. L’allora alfiere della Sky venne però fermato ai piedi del Bockhaus, in Abruzzo, da una caduta che lo costrinse al ritiro dopo qualche giorno di sofferenza. Il britannico è in credito con il Giro e ammette di essere "concentrato, motivato e preparato per vincerlo".

"Sapremo com'è andata solo all’ultima tappa - le sue parole -. Sarà una corsa diversa, in particolare nell’ultima settimana, con le tappe in montagna e le temperature in netta diminuzione. Sarebbe stato impossibile correre Tour e Giro, per questo mi sono concentrato su questa corsa. Volevo essere qui perché lo preferivo. Nello sport c'è la necessità di fare scelte importanti. Lo ripeto: sono molto motivato".

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