Lunedì, 19 Aprile 2021
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Vergogna a Padova: nell'urna un voto... al boss Messina Denaro

Il Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà Mauro Palma ha espresso sconcerto per quanto avvenuto a Padova, dove nel segreto dell’urna un consigliere comunale ha espresso un voto per il boss Matteo Messina Denaro, durante l’elezione dei Garante dei detenuti a livello cittadino. Un atto condannato subito in modo bipartisan dall’assemblea municipale, e che potrebbe portare ad una segnalazione in Procura.
«Indipendentemente dall’esito della votazione su cui, come è ovvio, non spetta al Garante nazionale esprimersi - si legge in una nota - l’indicazione da parte di un consigliere del nome di un noto boss mafioso costituisce una grave offesa non soltanto al Consiglio, ma anche al lavoro di tutti i Garanti che operano per la tutela dei diritti di ogni persona nel fermo vincolo della lotta a ogni forma di criminalità e del sostegno a chi nel nostro Paese opera per estirpare la dura realtà delle organizzazioni criminali».
«Una indicazione di un nome - aggiunge - che rappresenta un’inaccettabile offesa a tutte le Istituzioni della nostra democrazia. Il discredito che l’autore del gesto, nel segreto del voto, ha voluto gettare su un organismo di tutela dei diritti dovrà rafforzare l’impegno alla rigorosa azione per una esecuzione penale pienamente in linea con il dettato costituzionale a cui contribuirà, auspicabilmente a breve, il Garante dei diritti delle persone private o limitate della libertà di cui la città di Padova si doterà».
Il boss trapanese Messina Denaro, condannato a più ergastoli, è ricercato dai primi anni ’90. Il voto che, nel segreto dell’urna, è stato dato in favore del boss ha peraltro impedito l’elezione del Garante dei detenuti di Padova, saltata proprio per mancanza di una sola preferenza.

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