Lunedì, 20 Maggio 2019
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INCHIESTA ARTEMISIA

Loggia segreta nel Trapanese, nell'inchiesta coinvolto l'assessore regionale all'Istruzione Lagalla. Lui: "Sono sereno"

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Roberto Lagalla

C'è anche Roberto Lagalla, attuale assessore all'Istruzione della Regione siciliana ed ex rettore dell'Università di Palermo coinvolto nell'operazione Artemisia che ha portato oggi all'arresto di 27 persone tra cui nomi eccellenti come Francesco Cascio, ex presidente dell'Ars, Giovanni Lo Sciuto, ex deputato regionale, e Felice Errante, ex sindaco di Castelvetrano.

In particolare, il nome di Lagalla figura nell'inchiesta che vede al centro Giovanni Lo Sciuto, ex deputato regionale di Forza Italia. Lagalla è destinatario di un’informazione di garanzia. Le indagini avrebbero permesso di accertare che Lo Sciuto avrebbe creato uno stabile accordo corruttivo con Rosario Orlando – responsabile del Centro Medico Legale dell’Inps, fino al maggio 2016, poi collaboratore esterno dello steso ente quale “medico rappresentante di categoria in seno alle commissioni invalidità civili”- che sarebbe riuscito a corrompere, attraverso regalie ed altre utilità, e con la sua intercessione con l’ex rettore Roberto Lagalla, oggi assessore regionale all’Istruzione e destinatario di informazione di garanzia, per l’aggiudicazione di una borsa di studio a favore della figlia presso l’università di Palermo. Da Orlando l’ex deputato regionale otteneva la concessione di numerose pensioni di invalidità, anche in assenza dei presupposti previsti dalla legge.

A carico di Lo Sciuto sarebbero emersi gravi indizi in ordine alla commissione di numerosi reati contro la Pubblica amministrazione con l'obiettivo di ampliare la sua base elettorale e il suo potere politico.

Ma dall'indagine sarebbe emersa anche una loggia segreta a Castelvetrano in grado di condizionare la politica. La superloggia segreta, che avrebbe avuto sede in via Parini, era formata da massoni, politici e professionisti. L’obiettivo sarebbe stato quello di orientare le scelte del Comune, nomine e finanziamenti a livello regionale e anche di ottenere notizie riservate sulle indagini in corso della magistratura. Gli investigatori avrebbero scoperto anche un vasto sistema corruttivo negli enti locali, come il comune di Castelvetrano e l’Inps di Trapani.

L’assessore Roberto Lagalla interviene nel merito delle notizie diffuse dagli organi di informazione sul suo presunto coinvolgimento in alcune indagini in corso:
“Prendo atto che, nell’ambito di un’indagine per reati associativi ed altre ipotesi di reato, tra le quali corruzione e appartenenza alla massoneria, che non mi vedono in alcun modo coinvolto, la Procura della Repubblica di Trapani mi ha dato comunicazione di un solo addebito relativo alla fattispecie di abuso d’ufficio. La contestazione, risalente a fatti del 2015, riguarderebbe la mia precedente funzione di rettore dell’Università di Palermo. Al momento, non sono in possesso di sufficienti elementi conoscitivi e documentali, né di personale memoria, tali da consentirmi una qualsiasi ricostruzione della presunta violazione dei doveri d'ufficio. Restando, ovviamente, a completa disposizione della Magistratura, mi sorregge la serena coscienza di avere sempre ispirato le mie azioni istituzionali a criteri di correttezza e rispetto della legge, nell'esclusivo interesse della cosa pubblica. Per tale ragione e nella certezza che la circostanza potrà essere ampiamente chiarita nel corso dell’attività istruttoria, mi dichiaro assolutamente sereno e fiducioso nella rapida soluzione della vicenda”.

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