Lunedì, 21 Ottobre 2019
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IL CASO

Sea Watch ancora ferma davanti a Lampedusa, l'Ue all'Italia: "Soluzione possibile solo dopo lo sbarco"

«Abbiamo aspettato una notte, non possiamo più aspettare. La disperazione delle persone non è qualcosa con cui giocare». Così la Ong tedesca Sea Watch in tweet racconta la disperazione dei 42 migranti a bordo, da due settimane in mare e ora davanti alla terra, 24 ore dopo aver violato i divieti d’ingresso nelle acque territoriali italiane.

L'Ong ha presentato un esposto alla procura di Agrigento affinché si valutino «eventuali condotte di rilevanza penale» da parte delle «autorità marittime e portuali preposte alla gestione delle attività di soccorso» e per chiedere che venga valutata «l'adozione di tutte le misure necessarie» per consentire lo sbarco dei migranti «e porre fine alla situazione di gravissimo disagio» a cui sono sottoposti. L’esposto è stato presentato dagli avvocati Alessandro Gamberini e Leonardo Marino.

La nave non ha ancora un porto dove attraccare e far sbarcare i migranti soccorsi: si trova infatti a circa un miglio dalla banchina dell’isola e, al momento, né guardia costiera né guardia di finanza hanno ricevuto indicazioni affinché la situazione possa sbloccarsi rapidamente.

Le soluzioni possibili, scartando ovviamente l’ipotesi che la Sea Watch si allontani da Lampedusa alla ricerca di un porto diverso, sono al momento due: quella prospettata dal ministro dell’Interno Matteo Salvini, vale a dire un accordo 'diplomatico' con l’Ue per la ridistribuzione dei 42 migranti che coinvolga Olanda e Germania, o un provvedimento di sequestro della polizia giudiziaria o dell’autorità giudiziaria che, come già avvenuto proprio per la Sea Watch ma anche per la nave di Mediterranea Saving Humans 'Mare Ionio', consentirebbe di far arrivare l’imbarcazione in porto e far scendere i migranti.

Al momento però, secondo quanto si apprende da fonti qualificate, non è stata formalizzata alcuna denuncia né nei confronti della capitana Carola Rackete, che rischia oltre al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina anche la contestazione del reato di mancato rispetto dell’ordine di arrestare l’imbarcazione da parte di una nave da guerra come già successe per comandante e capo missione della Mare Ionio, né dell’equipaggio.

L’indicazione, sempre secondo quanto si apprende, è quella di attendere che la situazione si sblocchi per via diplomatica. Salvini ancora stamani ha ribadito la linea dura, «la capitana ha violato la legge e pagherà conseguenze», e il ministro dell’Agricoltura Gian Marco Centinaio gli ha dato il pieno appoggio sostenendo anzi che «Salvini è fin troppo democratico».

Una disponibilità ad accogliere la nave della ong tedesca è arrivata dal neoeletto sindaco del Pd di Livorno, Luca Salvetti: «il nostro porto è aperto». «Per chi viola la legge i porti sono chiusi e rimarranno sempre chiusi»,  ha detto invece  il ministro delle infrastrutture e trasporti Danilo Toninelli. «Tutti i paesi devono rispettare la legge. In questo caso non hanno rispettato il coordinamento dell’operazione e hanno violato il diritto internazionale della navigazione».

La Commissione europea è in contatto con diversi Stati membri per trovare una soluzione per il trasferimento dei migranti, ma una soluzione sarà possibile solo dopo lo sbarco. Per questo motivo, Bruxelles chiede all’Italia «una soluzione rapida» della vicenda. Lo dice il commissario europeo all’immigrazione, Dimitris Avramopoulos.

«La Commissione è strettamente coinvolta nel coordinamento con gli Stati membri per trovare una soluzione per il trasferimento dei migranti a bordo del Sea Watch 3 una volta sbarcati - dice Avramopoulos - alcuni Stati membri dimostrano la volontà di partecipare a tali sforzi di solidarietà, ma una soluzione per le persone a bordo è possibile solo una volta sbarcati. Questo è il motivo per cui spero che l’Italia contribuirà a una rapida risoluzione delle persone a bordo. Allo stesso tempo, invito gli altri Stati membri a mostrare solidarietà».

«Continueremo a stare accanto all’Italia e tutti gli Stati membri sotto pressione - aggiunge il commissario Ue - è solo attraverso un approccio europeo congiunto, mano nella mano con i nostri partner esterni, che saremo in grado di trovare soluzioni reali».

 

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