Martedì, 02 Marzo 2021
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NEL RAGUSANO

Il caso dei vaccini a Scicli, s'indaga sulle “priorità” e su 4 ex sindaci

L’Azienda sanitaria, quando era emersa la notizia aveva spiegato che le persone che hanno avuto il vaccino l’hanno fatto per contribuire a utilizzare al più presto le fiale scongelate

Il 'casus bellì scoppiato a Scicli, nel Ragusano, per la vicenda dei vaccini somministrati a persone non in elenco, apre scenari imbarazzanti: i carabinieri del Nas stanno cercando di fare luce sulla trasparenza delle procedure e nella lista di chi ha scavalcato la fila ci sono almeno 4 ex sindaci del Ragusano, uno ancora in carica. E ancora, parenti di alcuni dirigenti amministrativi dell’Asp di Ragusa. Ma l’Azienda sanitaria, quando era scoppiato il caso, dieci giorni fa, aveva spiegato che «le persone che hanno avuto il vaccino l’hanno fatto per contribuire a utilizzare al più presto le fiale scongelate, che altrimenti sarebbero andate perse, perché alcune persone in lista non si erano presentate», aveva detto il manager dell’Asp di Ragusa, Angelo Aliquò.

La storia era venuta fuori il 5 e 6 gennaio, quando la macchina sanitaria regionale aveva avviato la campagna di vaccinazione al personale sanitario, tesa a somministrare 4 milioni di vaccini entro il agosto, secondo le stime dell’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza. Il sindaco di Scicli, Enzo Giannone, si era rivolto all’Asp per avere chiarimenti sull'accaduto. Tra i vaccinati, anche un sacerdote, Umberto Bonincontro, ultra ottantenne, che aveva detto di essere stato chiamato per ricevere il vaccino e di aver agito in buona fede.

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