Mercoledì, 16 Ottobre 2019
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Le fiamme divorano la Sicilia: incendi in tutta l'Isola, a Catania rogo in spiaggia e bagnanti evacuati via mare - Foto

Oltre venti i roghi maggiori che interessano la Sicilia, colpita dalle alte temperature, dal vento di scirocco e dai piromani. In azione squadre dei vigili del fuoco, elicotteri e canadair in tutta l’Isola. Continua a bruciare da giorni una vasta area boschiva a Caltagirone e a San Michele di Ganzaria.

Evacuati temporaneamente un agriturismo e alcune abitazioni. Le fiamme divorano numerose aree nella regione tra le province di Catania, Palermo, Messina, compreso un incendio a Stromboli, Agrigento, Ragusa, Caltanissetta e Trapani.

Vigili del fuoco al lavoro a Catania e provincia per incendi di sterpaglie alimentati dal forte caldo e dal vento di scirocco. Paura anche sul lungomare della Plaia dove i bagnanti si sono riversati in mare per fiamme presenti su viale Kennedy, che è stato chiuso al traffico per permettere ai pompieri di poter intervenire.

Sul posto il Comune ha inviato una propria autobotte a supporto del lavoro dei pompieri. Un incendio di vaste proporzioni sta interessando il litorale della Plaia di Catania. Le fiamme alimentate dal vento caldo hanno fortemente danneggiato il lido Europa e minacciano gli altri stabilimenti balneari.

I pompieri hanno già attivato un eventuale piano di recupero delle persone in difficoltà, con mezzi navali o con i due elicotteri che sono già in azione sul posto. Ad alimentare i roghi le condizioni meteo proibitive: temperature altissime e vento forte che soffia verso il mare che, ipotizzano i vigili del fuoco, hanno sicuramente generato e alimentato fenomeni di "spotting", ovvero di proiezione di faville incandescenti anche a grandi distanze, dalla vegetazione che bruciava dalla parte opposta della strada.

Centinaia di bagnanti bloccati dalle fiamme sono stati evacuati via mare da gommoni e mezzi navali dei vigili del fuoco e della guardia costiera. Tra loro 40 bambini che erano rimasti bloccati nei lidi Azzurro e nella colonia Don Bosco sono stati messi in salvo da motovedette della capitaneria di porto. Sul posto stanno operando anche mezzi aerei del corpo forestale e dei pompieri. Gli interventi sono coordinati dalla sala operativa attivata nel primo pomeriggio in Prefettura.

Diverse persone sono rimaste intossicate dal fumo sviluppato dall’incendio sul lungomare, nessuno è in condizioni gravi. Tra loro anche un vigile del fuoco che è stato portato in ospedale e dovrà rimanere in osservazione per 24 ore. Il rogo che si è sviluppato tra la vegetazione di viale Kennedy ha distrutto anche diverse auto che erano posteggiate nella zona.

Situazione adesso sotto controllo in via Anfuso dove un violento rogo è stato domato grazie ad un intervento dei vigili del fuoco con autobotte ed un pick up. La polizia di Stato ha rimosso delle bombole da alcune baracche fatte sgomberare prima che le fiamme le distruggessero. Salvato anche un cane grazie ad un residente che lo ha messo al riparo.

Minacciata nella notte la riserva naturale dello Zingaro ed evacuato via mare, con l’uso di motovedette della guardia costiera e imbarcazioni private, il camping Calampiso, allontanando i 403 turisti poi fatti rientrare alcune ore dopo. Bloccato il traffico sulla statale 624 Palermo-Sciacca, all’altezza di Monreale.

Il rogo si è propagato su un terreno prossimo alla carreggiata. Sul posto, oltre ai vigili del fuoco, presente il personale di Anas per il ripristino della normale circolazione. Per un incendio nei pressi dei binari, la circolazione ferroviaria fra Priolo e Targia (linea Messina - Siracusa) è sospesa dalle 12. In corso l’intervento dei vigili del fuoco. Sono stati attivati servizi sostitutivi con autobus fra Augusta e Siracusa. Lo rende noto Ferrovie dello Stato.

Un vasto incendio si è sviluppato anche nell’area delle Saline di Priolo dove si sono recati i vigili del fuoco. Per motivi di sicurezza è stata evacuata la spiaggia di Marina di Priolo dove c'erano numerosi bagnanti. Si teme pure per la sorte dei fenicotteri rosa.

Le fiamme si sono propagate anche nella zona della centrale elettrica Archimede, mentre altri focolai si sono registrati a ridosso di Melilli e un tratto dell’autostrada Siracusa-Gela è stato chiuso al traffico e nella zona industriale, non molto distante dalla raffineria della Sonatrach. Le squadre dei vigili del fuoco del comando provinciale sono impegnati su tutti questi fronti aiutati dall’alto dai canadair. Un altro rogo è divampato lungo il litorale di Agnone Bagni, al confine tra le province di Siracusa e Catania.

Un vasto incendio invece ha interessato l’area ridosso della collina di Bellolampo, a Palermo, coinvolgendo un’area boschiva; sgomberate alcune abitazioni. Paura per la discarica cittadina: si tratta del quarto rogo in pochi giorni nell’area, circostanza che fa pensare all’opera pianificata da parte di ignoti.

Un densa foschia interessa la città che sta fronteggiando anche le alte temperature e focolai in provincia, tra Monreale, Alia e Valledolmo. In azione squadre di vigili del fuoco e canadair. «Quattro incendi in un mese destano qualche inquietante sospetto. Vuoi vedere che qualcuno a Palermo sta scommettendo sui rifiuti per strada?».

È la domanda dell’assessore comunale all’Ambiente, Giusto Catania, che aggiunge: «Noi andremo avanti a tutela del servizio pubblico». Il primo incendio ha interessato il Tmb, che per dieci giorni ha bloccato una linea dell’impianto di trattamento meccanico-biologico; poi un altro dentro la discarica a fine turno che, senza un intervento tempestivo degli operai di Rap, l’azienda di igiene ambientale, avrebbe potuto fare molti danni.

L’altra notte un rogo sulla strada provinciale al confine con la discarica; stamattina quarto incendio che sta impedendo agli autocompattatori di andare a conferire. Il presidente della Commissione regionale Antimafia, Claudio Fava, ha fatto sapere che ascolterà il Comune e la Rap, l’azienda comunale di igiene ambientale.

Dall’inizio del 2019 sono stati 103 gli incendi di grandi dimensioni (oltre i 25 ettari) che hanno colpito l’Italia, il 52% si sono verificati in Sicilia (54), con la provincia di Agrigento maglia nera (16). È quanto emerge dall’analisi di Unaprol – Consorzio olivicolo italiano, sulla base dei dati Effis (European Forest Fire Information System), aggiornati al 9 luglio 2019.

A provocare il consistente incremento degli incendi è stata l’ondata di caldo africano delle ultime settimane, ma si stima che circa il 60% sia opera di piromani o della criminalità organizzata. «Dati preoccupanti per la sicurezza dei cittadini e per il patrimonio ambientale», spiega David Granieri, presidente Unaprol.  «Anche quest’anno - aggiunge Francesco Ferreri, presidente regionale Coldiretti - la Sicilia paga un prezzo altissimo a causa di carenze infrastrutturali e comportamenti delinquenziali».

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