Lunedì, 16 Maggio 2022
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Ravanusa: anche il corpo di Selene tra i 4 ritrovati stamattina. Sono 7 le vittime accertate

A 36 ore dall’esplosione per una fuga di gas a Ravanusa che ha distrutto 4 palazzine e ne ha devastate altre 4, sale a sette il bilancio ufficiale delle vittime della tragedia. Dopo un’intera notte di scavi tra le macerie i vigili del fuoco hanno estratto 4 corpi: quello di Selene Pagliarello, l’infermiera incinta al nono mese che avrebbe dovuto partorire la settimana prossima, quello del marito Giuseppe Carmina e quello del suocero Angelo Carmina. Il quarto dovrebbe essere, anche se ancora non c'è stata l'identificazione ufficiale, quello di Carmela Scibetta, la moglie del professore Pietro Carmina, il cui corpo era stato recuperato ieri assieme a quello di Enza Zagarrio, la moglie di Angelo Carmina, e di Gioachina Calogera Minacori.

La donna è la moglie di Calogero Carmina e madre di Giuseppe Carmina: i due sono gli ultimi dispersi e i vigili del fuoco li stanno ancora cercando. E’ stata localizzata l’area dove "probabilmente", spiega il comandante provinciale dei vigili del fuoco di Agrigento Giuseppe Merendino, «si trovano i due dispersi», un uomo di 70 anni e il figlio di 30 anni, sepolti sotto le macerie della palazzina crollata. "Stiamo puntando su questa zona per trovare queste ultime due persone», aggiunge.

I quattro corpi trovati questa mattina erano tutti nello stesso punto: in quello che era il terzo piano del palazzo di quattro crollato in seguito all’esplosione. I vigili del fuoco li hanno individuati sotto una montagna di calcinacci, pezzi di cemento e tondini di ferro. Gli unici sopravvissuti all’esplosione sono due donne: Giuseppina Montana e Rosa Carmina, entrambe estratte dalle macerie nella tarda serata di sabato.

Selene, al nono mese di gravidanza, tra le vittime

I corpi individuati stamattina appartengono alla famiglia di quattro persone che viveva al terzo piano: Angelo Carmina, la moglie Enza Zagarrio (già individuata ieri), la nuora Selene Pagliarello incinta di 9 mesi e il marito Giuseppe Carmina, figlio della coppia. La giovane infermiera 27enne, giunta al termine della gravidanza sarebbe dovuta partire col marito per Milano per la laurea del fratello. Avrebbe dovuto partorire mercoledì. Straziante il dolore della madre che ripeteva «figlia mia» in attesa di notizie. L'uomo e la moglie erano andati a far visita ai genitori, si trovavano dunque casualmente in uno degli appartamenti. Al quarto piano c’erano Calogero Carmina, la moglie Liliana Minacori e il figlio Giuseppe Carmina.

Delle 11 persone rimaste coinvolte nel crollo a Ravanusa in provincia di Agrigento, due donne sono state estratte vive nella notte tra sabato e domenica. Rosa Carmina, che abitava al primo piano, è stata trovata tra le macerie, ha riportato fratture ed è ora ricoverata all'ospedale di Licata. Al secondo piano c’era la cognata Giuseppa Montana, che i soccorritori sono riusciti a rintracciare dallo squillo del cellulare e che è stata trasportata ad Agrigento, anche lei sopravvissuta.

Il bilancio al momento è di sette morti

Le forze dell’ordine, dopo ore frenetiche, già ieri avevano dato un nome alle prime tre vittime accertate della strage di Ravanusa, dove una fuga di gas ha provocato il crollo di una palazzina e la devastazione di un intero quartiere. Si tratta di Pietro Carmina, 68 anni, docente di storia e filosofia dell’istituto Foscolo di Canicattì; di Maria Crescenza Zagarrio, 69 anni e di Calogera Gioachina Minacori, 59 anni. La conferma arriva da fonti dell’Arma dei carabinieri che hanno fatto chiarezza in relazione ad alcuni nomi erroneamente circolati nelle scorse ore che avevano portato persino alla smentita su Facebook di una donna che era stata indicata come vittima.

Oltre cento le persone sfollate

Salgono a cento gli sfollati per la tragica esplosione di Ravanusa. Lo affermano i vigili del fuoco. Diversi hanno trovato accoglienza presso amici e parenti. Altri in strutture garantite dal Comune. Sono una quarantina gli edifici che sono stati coinvolti nell’esplosione. Quattro quelli crollati e tutti gli altri con gravi danni strutturali. E’ un intero isolato - il quartiere Mastro Dominici - ad essere stato devastato.

Cancellato un intero quartiere

Un'area di 10mila metri quadrati investita da una deflagrazione fortissima: così Salvatore Cocina, direttore della protezione Civile regionale, descrive i danni provocati dall'esplosione causata da una fuga di gas che ha già fatto sette vittime certe a Ravanusa. "Sicuramente c'è stata una fuoriuscita di gas che ha creato una sorta di sacca di metano espansa - ha spiegato - La forza dell'esplosione, forse innescata dall'avvio di un ascensore, potrebbe essere stata potenziata da una stufetta a gas, ma è ancora troppo presto per dirlo".

«Non ci sono assolutamente bambini tra i dispersi» ha rassicurato il sindaco di Ravanusa Carmelo D’Angelo intervenuto su Rainews24. "In tutto ci sono una cinquantina di persone sfollate - ha aggiunto - molte hanno trovato sistemazione nelle loro famiglie, altre sono state sistemate anche in una scuola».

Intanto il capo della Protezione civile Fabrizio Curcio e il capo del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco Guido Parisi sono arrivati a Ravanusa per fare un punto con i soccorritori. Anche il presidente della Regione Nello Musumeci ha raggiunto il luogo della tragedia. Per tutta la notte nella quale si è consumata la tragedia, il Governatore ha seguito gli sviluppi tenendosi costantemente in contatto con il capo dipartimento della Protezione Civile regionale Salvo Cocina che sta coordinando le operazioni di soccorso.

Le possibili cause dell'esplosione

La deflagrazione, che è stata sentita anche nei paesi vicini, sarebbe stata causata da una grossa fuga di gas dalla tubatura del metanodotto. «Il gas si è accumulato o nel sottosuolo o in un ambiente chiuso. A innescare l’esplosione potrebbe essere stata anche l'attivazione dell’ascensore», ha aggiunto il comandante dei vigili del fuoco di Agrigento, Giuseppe Merendino. «Nei prossimi giorni faremo accertamenti più approfonditi - ha aggiunto - certo è che una esplosione così è un evento eccezionale». Tra le cause della rottura del tubo potrebbe esserci il maltempo o uno smottamento del terreno. Un portavoce Italgas, la società che distribuisce il metano, fa sapere che «i tecnici hanno completato le operazioni di isolamento del tratto di rete e messo in sicurezza l’area interessata interrompendo il flusso di gas». La zona dell’esplosione sembra uno scenario di guerra: macerie, vetri rotti, detriti e un acre odore di bruciato ovunque.

Accumulo di gas sotterraneo?

"L’ipotesi privilegiata è che l’esplosione sia stata causata da un accumulo di gas sotterraneo". Lo ha detto il colonnello Vittorio Stingo, comandante provinciale dei carabinieri di Agrigento, sulla devastazione di Ravanusa, confermando che al momento "la priorità è trovare i due dispersi". "Dobbiamo capire - ha aggiunto - se questo accumulo è stato causato da una frana che ha prodotto una caverna sotterranea o da altro. Di certo l’esplosione è stata prodotta da una grande quantità di gas".

Le indagini del 2014: la rete Italgas è pericolosa

«Il 76% delle tratte di rete indagate deve essere sottoposto con urgenza a un intervento di risanamento": così gli amministratori giudiziari nominati dal tribunale di Palermo nel procedimento di prevenzione che interessò Italgas scrivevano nel 2014 dopo aver controllato, attraverso un pool di tecnici, la rete del metano gestita dalla società. I controlli avevano riguardato mezza Italia e anche gli impianti dell’agrigentino. Da accertamenti a campione erano emerse gravi situazioni di rischio ad esempio ad Agrigento città. La relazione degli amministratori sarà acquista dagli investigatori che indagano sulla fuga di gas di Ravanusa.

Disastro e omicidio colposo le ipotesi di reato

La procura di Agrigento che indaga sulla esplosione di ieri a Ravanusa ipotizza i reati di disastro e omicidio colposo. I pm hanno sequestrato un’area di 10mila metri quadrati. Oggi pomeriggio un consulente della Procura farà una prima ispezione sui luoghi.

Il procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio è arrivato sul luogo del tragico crollo delle palazzine a Ravanusa, in via Galilei. Dopo un breve sopralluogo si è recato al Municipio. Sarà lui a coordinare l’inchiesta sul crollo causato, secondo una prima ricostruzione, da una fuga di gas.

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